Come favorire l’autonomia dei disabili
Al Centro Famiglie esperti, sanitari, istituzioni e cittadini insieme per studiare progetti concreti
Si è tenuto al Centro Famiglie il quarto e penultimo incontro del progetto “Nessun escluso”. L'iniziativa, appartenente al Piano di Zona per la salute e il benessere sociale, è promossa dall’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico. Diversi i temi degli appuntamenti, che hanno spaziato dall’inclusione sociale agli interventi a sostegno di minori, anziani e disabili. Titolo della serata, che sarà seguita dall’ultimo appuntamento, in programma per lunedì a Frassinoro, “Chi si occupa di me? Disabilità e non autosufficienza: quale progetto di vita?”. Tanti i presenti, che, dopo essere stati divisi in gruppi, hanno provato insieme a rispondere alla domanda “Che cosa vuol dire costruire un progetto di vita (nei termini di quali soggetti e quali modi) per una persona non autosufficiente?”. «Si tratta – ha detto il sindaco di Fiorano, nonché vice presidente dell’Unione dei Comuni, Francesco Tosi – di progettare e programmare col cosiddetto Piano di Zona gli interventi di tipo sociale più significativi per il prossimo triennio negli otto Comuni dell’Unione, e per farlo abbiamo chiesto alle associazioni e ai privati cittadini che hanno idee su queste tematiche di dare il loro contributo. Devo esprimere la mia soddisfazione perché tutti gli incontri sono stati molto partecipati, non soltanto per il numero dei presenti ma anche per la passione e il contributo che hanno dimostrato i cittadini su questi temi durante i confronti. L’argomento di questa sera, per esempio, è importantissimo. Servono nuove idee per far fronte a situazioni che coinvolgono sempre più persone e proprio per questo le istituzioni da sole non bastano, abbiamo bisogno della sinergia di tutte le famiglie, tutte le persone, per garantire una vita dignitosa a chi è più sfortunato di noi». L’importanza di sensibilizzare i cittadini riguardo al tema della disabilità è stata sottolineata anche dalla direttrice del distretto sanitario di Sassuolo Federica Ronchetti. «Questo argomento – ha spiegato – è universale, perché la disabilità non è una difficoltà che tocca solo le famiglie che sono a contatto con persone che hanno acquisito, o presentano dalla nascita, un handicap, ma è un problema che riguarda tutta la comunità. Abbiamo sempre più bisogno di sostenere e agevolare quelle persone che, per un problema o per l’altro, hanno esigenze e necessità diverse. Questa serata ha lo scopo di ragionare insieme a 360 gradi sui progetti futuri che possono riguardare persone con disabilità, dall’urbanistica, ai negozi, fino ad arrivare alla situazione familiare. Sicuramente tra gli elementi più importanti c’è quello di garantire l’autonomia della persona: il titolo “chi si occupa di me?”, infatti, pensa anche ad un futuro in cui il disabile perde i familiari, e da qui nasce la necessità di renderlo quanto più possibile in grado di vivere una vita serena e agevolata».
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