Il Valli del Cimone chiude Nasce un solo ente turistico
La decisione di avere un unico punto di riferimento presa da Provincia e Regione Resta il nodo dei 427mila euro di debito. Sarà assorbito anche Modena Tour
Il Consorzio Valli del Cimone sarà superato entro l'anno da un nuovo ente di promozione che guarderà a tutto il territorio modenese. È la decisione presa martedì pomeriggio a Modena nella riunione di Consulta Turismo che ha visto riunito lo stato maggiore dell'ambito: dal presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli al consigliere delegato Massimiiano Morini, l'assessore regionale Andrea Corsini, il direttore regionale di Apt Servizi Emanuele Burioni, il consigliere al Turismo di Bologna Città Metropolitana Massimo Gnudi, il presidente del Consorzio Valli del Cimone Alessandro Tebaldi, il presidente dell'Unione del Frignano Leandro Bonucchi e quelli delle altre Unioni modenesi. È stata ampiamente condivisa la necessità di avere per la nostra provincia un ente unico che abbia la massima rappresentatività e diventi interlocutore diretto della “Destinazione turistica Bologna”, ovvero l'ente di riferimento regionale (in base alla nuova legge sul turismo 4/2016) a cui arrivano i fondi e che con bando di gara ha già trovato un ente privato per la promo commercializzazione nel bolognese, Bologna Welcome. Da tempo cerca un analogo riferimento nel modenese, un Destination Management Organization (Dmo). Cioè una specie di “Modena Welcome”, soggetto privato che con questa decisione andrà dunque ad assorbirebbe le due realtà provinciali: Modenatour e Valli del Cimone appunto. Ad esso sarà affidata la promozione dei quattro fondamentali ambiti o progetti di sviluppo: Food Valley, Motor Valley, Appennino Bianco e grandi eventi. Ma l'Appennino non è solo bianco, per questo il “Modena Welcome” dovrà poi interfacciarsi con l'Apt regionale per tutto ciò che riguarda la promozione estiva “a colori”. Entro l'anno il progetto deve decollare, quindi Valli è agli sgoccioli. Il tema caldo ora è il come sarà amalgamato nell'ente superiore a fronte dei 427.897 euro di debiti per l'annata 2017 chiesti il 16 novembre scorso ai soci del Valli, cioè i Comuni del Frignano e le associazioni di categoria (private). Sembra si voglia evitare la strada della liquidazione, ma trovare i soldi per ripianare non sembra semplice. La prima richiesta è stata di fare ricadere il 70% della somma sugli enti e il 30% sui privati. Ma i Comuni non sembrano intenzionati a pagare più del valore della loro quota nominale (11.491 euro). All'Unione Valli ha a sua volta chiesto 206.485 euro per le sue 18 quote, ma l'ente nel bilancio di previsione 2018 non ha previsto più di 62mila euro. L'unica via d'uscita sarebbe dunque in qualche modo “accollare” parte del debito al nuovo ente nascente. Si lavora sul nodo finanziario con trattative febbrili in vista dell'ora della verità: l'assemblea dei soci prevista per fine maggio che dirà l'ultima parola sul destino del Valli.
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