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Modena, vita dura per i professori e le famiglie non aiutano

Modena, vita dura per i professori e le famiglie non aiutano

Barbolini (Cisl): «Docente spesso visto come nemico da chi iperprotegge i figli». In aumento i casi di “stress da cattedra” e ora il contratto prevede la tutela

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MODENA. Qualche prof l’ha sperimentato sulla sua pelle, e purtroppo nel senso letterale, dal momento che i casi di aggressione sono sempre più frequenti. Ma al di là delle situazioni più eclatanti, è indubbio che il rapporto tra il personale scolastico e le famiglie degli alunni sia sempre più problematico, mentre anche a Modena aumentano i casi dei professori che vanno in “tilt”, tra sindrome da “burnout” e stess lavoro correlato.

Un tema affrontato ieri pomeriggio a palazzo Europa, dove la Cisl Scuola Emilia centrale ha organizzato un convegno dedicato proprio alle tante situazioni difficili che rendono l’insegnamento un mestiere sempre più stressante.

«Un mestiere che richiede spalle sempre più robuste - spiega Monica Barbolini, segretaria generale della Cisl Scuola Emilia Romagna - perché da una parte si ha a che fare con ragazzi in crescita, e dall’altra l’insegnante avrebbe bisogno di un supporto che spesso non c’è da parte delle famiglie. Del resto, siamo gradualmente passati dalle famiglie con regole alle famiglie protettive o iperprotettive - incalza la sindacalista - mentre il docente è diventato un nemico quando cerca di educare il ragazzo».

Ma qualche novità positiva, almeno a livello contrattuale, c’è: «Il nuovo contratto della scuola considera per la prima volta i concetti di “burnout” e di stress lavoro correlato e si occupa del tema della prevenzione - spiega ancora Monica Barbolini - anche se il lavoro da fare per cambiare le cose è ancora tanto». Un fenomeno che non riguarda però solo il corpo docente e i dirigenti, ma anche il personale amministrativo e i collaboratori scolastici: «La situazione di stress prolungato degli insegnanti è conosciuta come sindrome del “burnout” - aggiunge la segretaria generale della Cisl Scuola Emilia centrale Antonietta Cozzo - una sindrome tipica delle cosiddette professioni “dedite all’aiuto”, e che si instaura nel momento in cui l’individuo non riesce ad affrontare in modo costruttivo le situazioni di stress insite nell’ambiente lavorativo. Le indicazioni nazionali sostengono la necessità di costruire un’alleanza educativa con i genitori - spiega ancora la sindacalista - precisando che non deve trattarsi di rapporti da stringere solo nei momenti critici, ma di relazioni costanti che riconoscano i reciproci ruoli e si supportino vicendevolmente nelle comuni finalità e obiettivi educativi». Al convegno organizzato dalla Cisl scuola Emilia centrale - diversi gli insegnanti presenti in sala - ha partecipato anche il medico esperto di stress da lavoro correlato Vittorio Lodolo D’Oria: «Mi fa piacere sapere che questa terminologia sia compresa nel nuovo contratto della scuola - ha detto - anche se per fare vera prevenzione servono diagnosi precise anche da parte delle istituzioni. Spesso si pensa che lo stress lavoro correlato sia stress derivato dalla professione svolta, ma in realtà è un disagio manifestato sul lavoro a prescindere dalla sua origine dimensionale. In realtà - ha aggiunto il medico - esistono tre diverse dimensioni dello stress lavoro correlato, ovvero quella professionale, quella relazionale e accidentale e quella genetica e individuale».

Luca Gardinale

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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