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Condannato a 13 anni per omicidio

Condannato a 13 anni per omicidio

In secondo grado anche Daniel Tufa ritenuto colpevole del delitto Montruccoli

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Sono due, e non più soltanto uno, gli autori dell’omicidio di Marco Montruccoli. Questo è ciò che dice la sentenza arrivata nella serata di ieri da Bologna, dove si è concluso il processo di secondo grado sul delitto delle Forche (frazione di Quattro Castella nel Reggiano). Non sono più venti, ma ventidue gli anni di carcere per Fatmir Hykaj, residente a Modena, e anche l’amico Daniel Tufa - di Sassuolo -, assolto per l’omicidio di Marco in primo grado, viene riconosciuto colpevole del delitto e condannato a 13 anni. Un notevole cambiamento di scenario rispetto alla chiusura del processo a Reggio al termine del quale solo Hykaj era finito in carcere per la morte di Montruccoli. Il complice Tufa, invece, era stato assolto da quell’omicidio e ritenuto “solo” colpevole del tentato omicidio del fratello della vittima, Matteo, ferito gravemente e poi scampato alla morte nei giorni successivi durante il ricovero in ospedale. Tufa, per le coltellate inferte al più giovane dei fratelli, era stato condannato a sei anni che stava scontando in regime di detenzione domiciliare. Ora è stato condannato ad altri 13, ma da trascorrere in carcere. Soddisfazione esprimono gli avvocati di parte civile che, con la pm Maria Rita Pantani, avevano fatto ricorso dopo la sentenza in primo grado: Marco Fornaciari (per Matteo Montruccoli), Francesca Guazzi (per i genitori, la moglie e i due figli piccoli), Giovanni Tarquini (per la sorella e la figlia 12enne).

«La Corte d’Assise d’Appello ha accolto tutte le nostre richieste – dicono i legali unanimi –. Certo non può esserci gioia perché Marco non tornerà in vita, ma questa sentenza era ampiamente attesa e oggi è stata fatta giustizia».

Per leggere le motivazioni della sentenza si dovranno attendere 45 giorni, trascorsi i quali anche la difesa – Hykaj e Tufa sono assistiti dall’avvocato Carlo Taormina – potrà fare le sue considerazioni.

«Un po’ di giustizia terrena almeno è fatta», commenta Mara Guidetti, la mamma di Marco Montruccoli. «Lo hanno ammazzato con ferocia - sottolinea la donna - Quello che abbiamo sempre chiesto agli avvocati, è che si andasse avanti con la giustizia. Noi non vogliamo di certo che degli innocenti vadano in carcere - aggiunge - ma chi sbaglia paga».

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