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Il sindaco di Lama: «La fusione è il futuro»

Il sindaco di Lama: «La fusione è il futuro»

Ormai deciso il referendum per unirsi a Montecreto: «Il paese si spopola e i servizi sono a rischio»  

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LAMA MOCOGNO . Si fa sempre più vicino il referendum per decidere sulla fusione tra Lama e Montecreto. I cicli di incontri sul territorio sono finiti: è emersa qualche resistenza nelle frazioni ma gli appuntamenti cardine nei capoluoghi (il 12 aprile a Montecreto e il 17 a Lama) non hanno visto resistenze “di blocco”. Ci sono state contestazioni di alcuni esponenti, perlopiù di centrodestra. Ma anche martedì a Lama (sala consiliare gremita) alla fine ha prevalso il possibilismo: che non vuol dire vittoria sicura del sì, ma che il percorso comunque interessa.

I Comuni decideranno tra questa settimana e la prossima se approvare la delibera di proposta di fusione da inviare alla Regione, preludio del referendum. Ma sembra ormai inevitabile. Il sindaco Fabio Canovi è stato chiaro: «Io è dal 2014 che lavoro a un progetto di fusione - ha sottolineato - ho ricevuto dei no, come quello di Polinago, ma adesso c'è questa disponibilità di Montecreto che credo vada raccolta. Amo il mio paese, e se vi propongo questo lo faccio a ragion veduta: così non si riesce più ad andare avanti, le restrizioni imposte ai piccoli Comuni come il nostro sono troppe. Non possiamo rimpiazzare chi va in pensione, non possiamo spendere, il saldo demografico nell'ultimo anno è stato di 10 nati e 46 morti: lo capite anche voi che così si va a esaurimento naturale».

Se ci si “sposa” con Montecreto invece arriveranno 780mila euro di contributi per dieci anni, ma non è solo questo. C'è anche lo sblocco del patto di stabilità, che per un Comune pochissimo indebitato come Lama (964 euro pro capite) vuol dire avere a disposizione altri 5-7 milioni di euro, «e voi capite che non sono noccioline» ha rimarcato Canovi.

Altro aspetto importante in vista del futuro, la possibilità di turnover al 100%: «Tutte le persone che andranno in pensione potranno essere sostituite - ha ricordato - e questo significherà mettere gente giovane in municipio, che porterà avanti i servizi».

Il centrodestra comunque combatte: anche martedì ha sottolineato il livello di indebitamento molto più alto di Montecreto (2.641 euro pro capite). «Ma è un debito già sostenibile adesso - ha ribattuto Riccardo Burgoni per la maggioranza - tanto più dopo con i contributi».

«Non è la fusione giusta per Lama - ha rilanciato Enrico Managlia - che dovrebbe guardare a Pavullo. Sorgerà un conflitto anche nella gestione delle stazioni sciistiche delle Piane e di Montecreto, che guardano a due Consorzi diversi».

«No - ha risposto Canovi - hanno due vocazioni complementari». Se ne continuerà a parlare per molto: se il referendum va in porto, si vota a ottobre.

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