Madonnina, rogo nell’area del degrado
In via Amundsen in fiamme parte delle strutture abitate da abusivi: probabile incendio colposo. Bivacchi e bici rubate
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MODENA. Quartiere Madonnina, all’incrocio tra le vie Amundsen ed Emilia Ovest, ovvero l’area abbandonata e che, come sempre accade, diventa terra di nessuno, dormitorio per sbandati, rifugio per spacciatori, deposito per ladri e malintenzionati. Ieri, oltre a questi costanti “segnali” dati dalle frequentazioni che contraddistinguono l’area e che vengono stigmatizzati da tempo dai residenti sempre più allarmati ed esasperati, si è levato un altro segnale, che è stato visto da una buona fetta della città.
Un’alta colonna di fumo nero e denso che si era levata proprio da quei capannoni dismessi e sempre più abitati. Si trattava di un incendio le cui fiamme hanno iniziato a divampare poco prima delle 16 e che hanno impegnato a lungo i vigili del fuoco nelle operazioni di spegnimento. e crollato anche un sottotetto. Un incendio colposo: qualcuno dei frequentatori, accidentalmente, per negligenza, ha fatto partire il rogo che ha avuto vita facile alimentato com’era dalle montagne di rifiuti, tra carta e plastica e scarti vari di qualsiasi materiale. Le fiamme infatti hanno fatto crollare anche un sottotetto.
In quell’area da tempo bloccata da inghippi burocratici e che, in futuro, dovrà ospitare il nuovo supermercato Conad, una pista ciclabile e una attrezzata area verde con giochi per bambini, il degrado è di casa e gli appelli dei residenti si sono succeduti a gran voce nel tempo. Un recente blitz dei carabinieri che avevamo documentato ha portato alla denuncia di tre clandestini ma altri e sempre diversi sono i frequentatori giornalieri e notturni della zona abbandonata.
Non per niente la polizia e la Municipale, che sono intervenuti sul posto per verificare che non vi fossero vittime all’interno, ha controllato anche la zona dei capannoni che non è stata interessata alle fiamme.
E all'interno erano evidenti i segni di bivacco, gli alloggi di fortuna, i tavolini con sedie, le cibarie, i resti del consumo di droga, i materassi, i vestiti ammucchiati. Un classico d’arredamento da capannone dismesso, a testimonianza che le officine di un tempo nel capannone industriale ora sono alloggi di fortuna e che il giro si è fatto più ampio.
A testimonianza che il luogo sia utile per fare “affari” senza essere disturbati è il grande cimitero di biciclette: ce ne sono di tutti i tipi, c’è quello che resta di bici rubate, smontate, ricomposte, abbandonate, telai, ruote. Una bicicletta, sicuramente fresca di furto, è stata consegnata alla polizia, altre erano pressoché nuove. Questo incendio è una ulteriore prova che, come sostengono i residenti che convivono con quel degrado, bisogna intervenire in qualche modo e soprattutto al più presto.
Stefano Totaro
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