S. Agostino: scintille in Consiglio
Bortolotti (Cinquestelle): «Scelte vergognose che hanno accumulato ritardi»
Dalla “vergogna” di Bortolotti all’elogio della tartaruga di Poggi, passando per la sveglia di Chincarini per arrivare alla chiusura - un po’ stizzita - di Muzzarelli. A movimentare un Consiglio comunale tutto preso dalla curiosità per il nuovo assessore “verde” Alessandra Filippi, ieri pomeriggio è stato il dibattito sul polo culturale Sant’Agostino, che ha visto l’ex candidato sindaco M5S e il capogruppo Pd scontrarsi sul percorso del più importante progetto culturale della città. Ad attaccare, dopo la presentazione di un ordine del giorno (poi bocciato) da parte del collega Bussetti, è stato dunque Marco Bortolotti del M5S: «Il primo campanello d’allarme per noi è stato il ritardo della conferenza dei servizi - ha spiegato - mentre la Sovrintendenza ha chiesto di fare alcuni approfondimenti che porteranno ad un percorso più lungo del previsto. Il che significa che il progetto avrà delle complicazioni: personalmente - ha alzato il tiro il consigliere - mi vergogno di aver fatto parte di un Consiglio comunale che non è riuscito a risolvere una situazione di questo tipo, anche perché se la politica avesse fatto correttamente i suoi passi, da dieci anni la città potrebbe godere di un luogo che oggi ancora non c’è». Parole a cui ha replicato Fabio Poggi, che ha presentato un odg condiviso con Mdp-Per me - approvato con i voti della maggioranza - che chiedeva di riportare in una o più sedute congiunte delle Commissioni consiliari gli esiti della Conferenza dei servizi: «La conferenza ha detto che dal punto di vista urbanistico noi possiamo andare avanti - ha spiegato il capogruppo dem - mentre gli aspetti culturali li affronteremo dopo l’approvazione della variante. L’importante è che ripartiamo da dove siamo arrivati: poi può anche essere che questo progetto sia una tartaruga e non una lepre. Anzi - ha concluso Poggi citando la celebre favola di Esopo - personalmente io faccio il tifo per la tartaruga…». Quindi, se Marco Chincarini di Mdp-Per me ha ricordato che «il Consiglio deve dare impulso politico alla questione, perché non dobbiamo perdere tempo», a chiudere è stato il sindaco Muzzarelli: «Abbiamo dato una scossa e un chiaro tracciato al percorso - ha detto - passando da una scatola chiusa a una scatola aperta e cambiando il progetto iniziale anche nei metri quadrati. Continuare a dire che ci occupiamo solo di mattoni non è una cosa seria - ha alzato i toni rivolgendosi a Bortolotti - anche se può servire per fare campagna elettorale. La regia da fuori è stata portata in consiglio comunale, e questo è l’aspetto politico più rilevante».
Luca Gardinale
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