Gazzetta di Modena

Modena

Stop nuovi supermercati: Confesercenti all’attacco

di Luca Gardinale

Raccolta firme dell’associazione a fianco dei negozianti colpiti dalla Legge Monti «Contrari all’apertura di nuovi punti. Riqualificate invece la rete di piccoli negozi»

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Ribadiscono il messaggio e rilanciano con una raccolta firme che presto coinvolgerà commercianti e cittadini modenesi. Al centro c’è sempre il rapporto tra piccole imprese del commercio e supermercati di medie dimensioni, che grazie alle liberalizzazioni di Monti e (a livello locale) allo “Sblocca Modena” stanno continuando ad aprire in città. Aperture che secondo Confesercenti non sono giustificate: «Modena e il suo territorio non hanno bisogno di nuovi supermercati - spiega Daniele Mariani della presidenza nazionale di Fiesa e presidente di Assofrutterie - ma di regole volte a riequilibrare la rete commerciale, che oggi vive una situazione di grave squilibrio che sta danneggiando solamente centri ed esercizi di vicinato esistenti».

La sigla aderente a Confesercenti è dunque pronta a lanciare una petizione tra cittadini ed esercenti per sensibilizzare la politica locale e i parlamentari appena eletti: «Siamo assolutamente contrari - aggiunge Mariani - all’apertura di nuove medie grandi strutture di vendita, che significherebbero solamente nuove chiusure, incremento del lavoro precario e altre desertificazioni di parti della città. Al contrario, bisogna riqualificare e valorizzare la rete esistente e le piccole attività commerciali, attraverso lo stanziamento di risorse, la semplificazione burocratica e fiscale e il superamento delle liberalizzazioni introdotte dal governo Monti ad oggi un danno incalcolabile per la tenuta del tessuto commerciale ed economico». Alla base delle riflessioni di Mariani c’è la situazione di precarietà che continua a caratterizzare il commercio di vicinato, ancora lontano dall’aggancio della ripresa.

Situazione aggravata da un avvio d’anno certamente non roseo per i commercianti, con le vendite in calo rispetto al 2016 (dati Istat per il primo trimestre 2018) sia in termini di volumi che di valore. A ciò va aggiunto il saldo negativo tra le micro e piccole-medie imprese di vicinato, che continuano a chiudere. «In questo contesto si continuano ad autorizzare aperture di supermercati del settore alimentare che danneggiano i negozi di prossimità - riprende Mariani - ma ogni volta che un supermercato apre, chiudono i negozi di prossimità, si desertificano vie e piazze e aumenta la diffusione di degrado e microcriminalità. Per questo, pensiamo sia giunto il momento di dire basta».

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