Castelvetro. Tenuta Galvana: il vino come una volta
Paolo Leonelli e Vainer Vandelli raccontano la tenuta e i vini della Tenuta Galvana Superiore di via Collecchio 1 a Castelvetro. Un'azienda vitivinicola nata dalla passione per la terra di Marino Leonelli, originario di Pavullo, e della moglie, Bruna Donini, originaria di Festà.
CASTELVETRO. L'uva viene raccolta a mano e viene raffreddata prima di essere lavorata. La vinificazione è artigianale e segue in maniera naturale una doppia linea: charmat da una parte e ancestrale dall'altra. Il risultato sono i vini della Tenuta Galvana Superiore di via Collecchio 1 a Castelvetro. Un'azienda vitivinicola nata dalla passione per la terra di Marino Leonelli, originario di Pavullo, e della moglie, Bruna Donini, originaria di Festà. Marino e Bruna comprarono l'azienda nel 1974, ora i figli hanno continuato e perseverato nella passione per la terra e i suoi prodotti, nonostante la loro attività sia in altri settori.
“Abbiamo raccolto l'eredità dei nostri genitori – ha detto Paolo Leonelli, uno dei titolari – e cerchiamo di portare avanti questo progetto con la stessa passione cercando di migliorare sempre la qualità e di valorizzare il territorio”.
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La tenuta Galvana Superiore si estende per 14 ettari sulle prime colline di Castelvetro. “Le coltivazioni sono incentrate sui vigneti, a parte un ettaro lasciato a disimpegno e a bosco – ha aggiunto Vainer Vandelli, che si occupa di tutte le operazioni in azienda- All'interno dell'azienda si è infatti voluto mantenere un'area costituita da un resto del bosco Bontempelli, un bosco storico che costituisce un importante aspetto ambientale e paesaggistico, dove sono presenti piante veramente maestose”. Nel vigneto invece ci sono diverse qualità di uve: il Pignoletto e il Riesling, il Montuni e il Chardonney, l'Albana, il principe della zona che ovviamente è il Lambrusco Grasparossa; poi la Fortana e il Malbo gentile che si usano come uve da taglio. “Quando i miei genitori comprarono l'azienda – racconta Paolo Leonelli – l'indirizzo produttivo era zootecnico, c'era la casa e annessa la stalla. Nel giro di qualche anno venne riconvertita ad azienda vitivinicola, perchè la gestione dei bovini era particolarmente impegnativa”.
Vennero impiantati i vigneti e ancora oggi una parte di quelli esistenti risalgono al ’74. “Quando c'erano i nostri genitori – ha continuato Paolo Leonelli - eravamo campioni di vendite di vino in damigiana. Al tempo della vendita c'era la fila di gente che arrivava da mezza Italia: fin dal Veneto, dal Piemonte, dalla Lombardia. Poi il cantiniere è andato il pensione, i nostri geniutori sono mancati, le abitudini dei consumatori sono cambiate. Era un momento di passaggio e abbiamo pensato di conferire le uve alla cantina, ma non abbiamo ritenuto che fosse la scelta giusta e allora siamo passati alla commercializzazione in bottiglia”.
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La qualità del vino inizia dalla coltivazione della vigna. La tenuta è attualmente in riconversione biologica. “È una questione qualitativa che affrontavamo già da tempo nei fatti – ha aggiunto Vainer Vandelli - ma che pensiamo sia importante anche esprimere sulla carta”. La stessa qualità continua poi nella vendemmia e nella lavorazione dell'uva. “La vendemmia avviene sempre più precocemente – ha detto ancora Vainer – quest'anno è giunta circa un mese in anticipo. Questo significa che si vendemmia in un periodo in cui le temperature di notte rimangono alte, molto al di sopra della media. La mattina quindi quando si va a vendemmiare, l'uva è ancora molto calda”. Per questo l'uva viene raccolta in cassetta e raffreddata prima di lavorarla: un lavoro faticoso e dispendioso, ma consente di avere una fermentazione particolarmente delicata e medio lunga che conferisce al vino una particolare morbidezza e un'esplosione di profumi.
Delle otto etichette della Tenuta Galvana, tre portano nomi particolarmente vicini alla storia della famiglia: Ca' Imperatore, dal nome della casa dove è nata mamma Bruna, un Lambrusco Grasparossa doc, da abbinare alla cucina emiliana,dalla mortadella, allo zampone, e poi lasagne e tortellini; il Pignoletto doc La Guardia, la località dove è nato papà Marino, sicuramente adatto a tutti i cibi compreso il pesce, ma anche alla cucina emiliana tipica. Infine c'è lo spumante Marino, un blanc de blanc 90 per cento Pignoletto, 10 per cento Chardonnay: vino adatto dall'aperitivo fino a fine cena, ai dolci e si abbina benissimo anche al pesce.
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