Modena: la sfida di Stefano”: dalla carrozzina alla camminata record
Da ragazzo bloccato per 5 anni da un’artrite reumatoide Si prende la rivincita con 12 ore di non stop sul tapis roulant
MODENA. “La Sfida di Stefano”. Questo l'oggetto, per dirla con i termini del web, di una mail arrivata pochi giorni fa in redazione. Il testo breve, ma curioso: “Salve, volevo informarvi che lunedì (domani, ndr) tenterò una sfida abbastanza impegnativa: 12 ore di continua camminata sul tapis roulant. Spero vi possa interessare. Grazie” firma Stefano Manca. Il singolare tentativo merita di essere approfondito e così segue la chiamata a Stefano per ulteriori spiegazioni. Ci si aspetta racconti di scommesse con amici, di record da battere, di promesse da mantenere ed invece alla base di tutto c'è qualcosa di più. O meglio: c'è un po' di sana goliardia unita alla voglia di riscatto del 30enne modenese.
RISCATTO E GOLIARDIA Artrite reumatoide giovanile all'anca destra, questa la patologia che ha colpito Stefano da bambino: «Praticamente - racconta - dagli 8 anni ai 13 sono stato costretto su di una carrozzina. Carrozzina, tutore, terapie e cure per guarire. Ricordo poco di quel periodo, a soffrire di più sono stati i miei genitori. Ora sto bene anche se non posso fare alcune attività, correre per esempio. Questa mia camminata sul tapis roulant assume quindi un valore importante, ma c'è anche altro». Si diceva dello scherzo e degli amici: «Tutto è nato per gioco, qui in palestra mi prendevano in giro. E allora per zittirli ho proposto di getto la sfida. Scommesse? Niente soldi e niente cene, solo sfottò a partire da martedì mattina. Danno più gusto. Per questo domani devo farcela».
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DOMANI AL TONIC CLUB Dalle 9 alle 21, dodici ore su uno dei tapis roulant della palestra Tonic Club di via Padovani a Modena. «Ho pensato ad un dislivello “medio-collinare”, pendenza 6,5 per cento, mentre cercherò di mantenere la camminata sui 4,5 chilometri orari. Ogni sessanta minuti circa la macchina dovrà essere riprogrammata e quindi sarò costretto a staccare per poco meno di trenta secondi. Non sarà facile perché non ho mai camminato per così tanto tempo di fila su di un tapis roulant. Devo però dire che le sensazioni sono buone, a cinque o sei ore arrivo senza particolari noie». Fondamentale, oltre che necessaria, sarà l'alimentazione: «Senza ombra di dubbio. Ho pensato anche a questo aspetto: barrette ed integratori. Mi sono “appoggiato” ai ragazzi della We and Fit di Formigine, azienda del settore che mi ha fornito quanto necessario. L'avvicinamento alla sfida procede, la fidanzata è un po' preoccupata per l’anca ma ci sarà a fare il tifo. A proposito, cercherò di documentare la camminata tramite la mia pagina Instagram. Sarò anche lì nel caso qualcuno volesse seguire questa mia fatica». Fatica che non si consumerà alle 21: «Dopo dovrò scappare al lavoro per il turno di notte».
TURNO DI NOTTE Stefano è un grafico stampatore, lavora alla Coptip di Modena: «Ho sfruttato la giornata libera per tentare l’impresa. Terminata la mia prova, sperando di arrivare al traguardo, avrò anche il tempo per riposare un po’ e quindi credo non ci saranno problemi. Anzi, temo che andare al lavoro sarà l’impegno meno difficile di questo lunedì di… cammino».
Effettivamente, sarà tutt’altro che semplice battere quello che potrebbe essere un singolare record.
MA SARÀ RECORD? «Non saprei - parla Stefano - non ho nemmeno controllato. Come detto è una sfida che ho lanciato a me stesso con l'obbiettivo di superarmi e di zittire qualcuno (ride, ndr)». Scandagliando internet qualche impresa del genere si trova senza troppe difficoltà. Niente camminata, ma solo corsa sui tapis roulant dei record. Nel Guinness dei primati è entrato il veronese Luca Turrini (261,18 chilometri in 24 ore no stop), meglio anche del reggiano Vito Intini fermo, si fa per dire, a 253,83 km. Precedenti che interessano poco a Stefano: «Sono concentrato e soprattutto carico come una molla. Si è creata da parte mia una certa attesa anche se il tutto è iniziato per gioco. Del resto sempre per gioco ho inviato quella mail alla Gazzetta. Non credevo di essere considerato, vorrà dire che mi toccherà completarle davvero queste 12 ore...». La “Sfida di Stefano”, dunque, è cominciata.
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