Gazzetta di Modena

Modena

Maiale contro gli islamici «Non abbiamo paura»

di Alfonso Scibona
Maiale contro gli islamici «Non abbiamo paura»

Hicham Ouchim, capo della comunità sassolese, sereno dopo l’intimidazione «Non hanno capito che non sarà una moschea, ma un centro aperto a tutti»

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«Non c’è stata nessuna minaccia e non credo che vi sia un qualche oscuro disegno dietro ad un gesto, certamente di una minoranza che non vuole capire il nostro progetto, quello di un centro polifunzionale aperto a tutti e non di una moschea, che abbiamo già e ci basta. Verrebbe quasi voglia di fare un concorso per sapere come chiamare la struttura in modo diverso da “polifunzionale”: chiamiamola discoteca, chiamiamola come si vuole, ma cerchiamo di evitare episodi estremi e di cattivo gusto come quello avvenuto l'altra notte».

Così Hicham Ouchim, presidente della comunità islamica di via Cavour, dopo aver saputo “dai giornali” che al cancello della futura struttura di Veggia è stata lasciata la testa di un maiale, animale non proprio benvoluto dagli islamici. «La notizia l’abbiamo appresa dai giornale – ha detto – e non dai carabinieri, che si sono poi scusati affermando che non avevano il mio numero. L’atto, di per sè, si commenta da solo e, come ho detto più volte, non siamo soliti fare di tutta l’erba un fascio. Noi siamo sereni, siamo determinati e vogliamo andare avanti. La situazione politica che c’è in Italia e nel resto del mondo deve mettere tutti in preoccupazione, noi compresi. Vorrei ribadire ancora una volta che negli aeroporti, nei treni, nelle strade, dove avvengono gli attentati, ci siamo anche noi e coloro che commettono certi atti non fanno distinzione su chi colpire: colpiscono e basta».

Non fatica a raccogliere consensi, l’esponente della comunità islamica sassolese. Anche tra la gente che ha saputo di questo atto, più plateale che altro, c'è positività. «Non credo che si voglia colpire quella comunità – hanno commentato alcuni cittadini sui social – ma forse l’allargamento della loro presenza anche nella vicina provincia di Reggio Emilia, a Veggia. Per il resto io ho un figlio che gioca a calcio e nella sua squadra ci sono anche dei marocchini con genitori per bene, che lavorano e stanno insieme a noi alla domenica. Si tratta solo di abbassare i toni e convivere, come avviene in diverse parti del mondo».

Proprio in questa direzione arriva la conclusione di Hicham Ouchim. «Sono convinto che queste manifestazioni debbano essere prese per quello che dimostrano di essere – dice – e da parte mia chiudo con una battuta: peccato sprecare la testa del maiale, visto che ho imparato da queste parti che “del maiale non si butta via niente”».



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