Mirandola. L'assemblea di Banca Sanfelice 1893, mille consensi al bilancio
Ieri a Mirandola l’affollata assemblea dei soci non senza contestazioni, poi passa la linea del rinnovamento voluto da Zanini
SAN FELICE. Un voto tradizionalmente ... bulgaro - anche se non sono mancati sporadici contrari - ha sancito la fiducia “condizionata” che i soci di Sanfelice 1893 Banca Popolare hanno voluto tributare al nuovo presidente Flavio Zanini e ad un rinnovato consiglio dell’istituto, sopravvissuto alla crisi di tante consorelle, come è stato ripetutamente ricordato. L’occasione è venuta dall’assemblea dei soci. Affollata come non mai, visto che ieri al Palasport di Mirandola ne erano presenti più di 400, molti in rappresentanza di altri 400. E tanti (per un totale di 933) si erano invece radunati nella sede staccata - ma collegata - di Modena. Una “resa dei conti”, in senso “texano”, oltre che tecnico.
Preceduta da mesi di polemiche, rinnovate ieri anche da accuse pesanti ad una governance che per il terzo anno consecutivo, sotto il peso schiacciante di tante aziende cui era stata data fiducia e che sono “scoppiate”, non ha distribuito un centesimo di dividendi ai circa 5mila azionisti. Molti bramosi del proprio investimento,ad oggi impossibile, perchè se le azioni erano arrivate a costare anche 60 euro, il mercato ufficiale (da 45 a 37) la ha pressochè dimezzate, e quello ufficioso le assorbe - faticosamente - anche a molto meno.
Un clima che ieri si è percepito in più occasioni quando, dopo le letture di rito degli atti di bilancio, la parola è passata ai soci e alle loro inconciliabili anime. Perché c’è chi ancora vorrebbe riavere - ma se lo può scordare - quanto ha speso delle azioni.
Chi vorrebbe “farla pagare” alla governance, soprattutto a quella che ha preceduto negli ultimi lustri l’avvento di Zanini, fatta oggetto di ripetute e non troppo sottili accuse, persino di richieste di azioni risarcitorie. C’è invece chi invece la banca vorrebbe stabilizzarla, e salvaguardarne una storia locale e irripetibile di 120 anni. E chi invece ha auspicato e pronosticato una sua cessione ad un altro istituto. Per monetizzare, alla fin fine.
Così, al di là dei dati di bilancio che erano già stati resi noti alla vigilia, e che segnano una notevole perdita ma con indicatori ancora buoni, la discussione ha consentito di intravedere il piano d’azione voluto da Zanini. Si parte dal progressivo cambio del Cda (presto se ne andrà un altro... protagonista), dall’apertura ai rappresentanti dei soci (ieri è stato eletto Gabriele Bergamini) e dalla revisione massiccia dei costi: si parla di chiusura di filiali e di accorpamenti di uffici, oltre che di una riduzione dei compensi alla governance. Pesano anche i crediti deteriorati (siamo oltre i 100 milioni) che saranno abbattuti con la cessione a società specializzate delle numerose e svalutate proprietà immobiliari derivate da quei crediti deteriorati.
Zanini e il dg Leonello Guidetti in sostanza hanno chiesto fiducia, presentando nei dettagli una lettura assai meno catastrofista di quella che - si teme - sia stata alimentata artatamente dall’... esterno. Ad esempio sulle sanzioni della Banca d’Italia che oggi non risultano quantificate, pur essendoci state sì le contestazioni, cui Guidetti ha replicato in una recente audizione. «La banca è in piedi e guarda al futuro», ha detto Zanini. Ad intervenire sono stati Davide Baraldi (associazione “Amici della Sanfelice 1893”), Stefano Braghiroli ( “Stabilità per il territorio” e Costantino Schiavi (“Insieme per il futuro”). Danny Bulgarelli (ormai dissidente anche dalla posizione di fiducia del Baraldi), si è reso artefice di due interventi e di una lettera con cui ha duramente attaccato la banca, contestando la lettura dei dati, l’affidamento sconsiderato al fallito Fini di una ventina di milioni, la gestione della immobiliare Cispadana. Punti sui quali è arrivata pronta la replica. Tiziano Rovatti ha invocato trasparenza. Iorio Marchi ha provocatoriamente proposto che i compensi alla governance avvengano per il 50% in azioni.
Ruggero Speranzoni ha parlato di tre fatti epocali: perdita che sfiora il 30% del patrimonio, ispezione di Banca d’Italia e ammissione di un socio nel “cda”. Giacomo Lodesani ha chiesto chiarezza sui piani per il 2018, Giuseppe Agnoletto ha invocatosegnali più forti di discontinuità.
L’assemblea ai picconatori ha preferito una più scontata e serena fiducia, confermando la lista dei canditati proposta dal Cda: il generale Flavio Zanini (presidente), la prof Simona Cosma (consigliere), l’imprenditore nonantolano Emer Borsari (Consigliere) e l’ex vicedirettore Gabriele Bergamini (consigliere scelto dalle tre associazioni dei soci durante le recenti trattative). Nel Collegio sindacale nominati Matteo Luppi (come presidente e non senza una isolata contestazione per la sua giovane età) Alessandra Pederzoli e Alessandro Clò (effettivi); poi Egidio Veronesi e Giovanni Carlini (sindaci supplenti). Tiziano Rovatti è stato inserito tra i probiviri. Il bilancio approvato dai soci presenta un risultato negativo pari a 24,9 milioni, come la Gazzetta ha già illustrato nei giorni scorsi. Ma, se le parole di Zanini sono quelle del galantuomo che è, c’è da aspettarsi qualche nuova sorpresa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
