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Maranello, la storia: «Mi sono fidato e l’affare diamanti adesso è un incubo»

di Edda Ansaloni
Maranello, la storia: «Mi sono fidato e l’affare diamanti adesso è un incubo»

La storia di Alessandro Notaro presa a simbolo dalle “Iene” per raccontare gli investimenti-beffa proposti dalle banche

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Investire i risparmi di una vita in diamanti, fidandosi della banca di fiducia e ritrovarsi con un terzo del valore investito e con scarse possibilità di rivedere il proprio capitale per intero. Anzi trovando nella banca di fiducia, il primo degli avversari... È quanto accaduto a centinaia di risparmiatori modenesi ora in causa con i rispettivi istituti di credito. È quanto sta vivendo Alessandro Notaro, 38 anni, sposato, con una figlia, la cui storia è finita sulle “Iene”, la trasmissione di Italia Uno, come vicenda simbolo degli investimenti in diamanti,.

Signor Notaro come mai è finito in tv da le Iene?

«Quando ho capito di essere stato truffato, li ho contattati. Sinceramente non pensavo che mi avrebbero chiamato e invece dopo qualche giorno ho ricevuto la telefonata in quanto il “caso” risultava essere di forte interesse visto che le persone coinvolte erano davvero tante (soprattutto nella provincia di Modena e Reggio Emilia)».

Quale è stata la molla che l’ha spinta a denunciare pubblicamente la vicenda?

«Sono andato in banca (PBM filiale di Pozza di Maranello) chiedendo al direttore se c’erano novità in merito alla nostra situazione. Lui, mi ha risposto, rimanendo sul vago, che la BPM (Banco popolare di Milano) non aveva ancora preso una posizione in merito, mentre alcune delle altre quattro banche coinvolte avevano iniziato a convocare i clienti per riacquistare la pietra al valore versato al momento dell’investimento. La cosa che mi ha lasciato molto perplesso è il fatto che mi abbia detto che la banca stessa non è responsabile di tutto questo, in quanto ha semplicemente fatto da intermediaria con la Idb. Al che la mia domanda nasce spontanea: direttore lei mi vuole dire che pur avendo firmato il contratto presso questa banca davanti alla presenza di un vostro funzionario, non siete responsabili di nulla? Quindi nell’acquisto di tutti quei diamanti, la banca non ha guadagnato neanche un centesimo??”

Com’ è arrivato ad acquistare i diamanti in banca?

«Circa due anni fa io e i miei genitori siamo stati “ripetutamente” contattati dalla banca, la quale ci ha proposto l’investimento. Sinceramente sia mia madre che mia moglie, fin dall’inizio, non erano molto d’accordo in quanto non credevano nell’investimento. La Banca, però, ci ha più volte rassicurato perchè da anni questo tipo di operazioni, sembrava essere un “Bene Rifugio”. Una volta convinti, siamo stati richiamati e davanti ad un loro funzionario e l’allora direttore abbiamo firmato il contratto. Visionate le pietre, le abbiamo poi lasciate custodite nel caveau della Intermarket Diamond Business, anche perché ci è stato sconsigliato tenerli in casa. Il lasciarli in banca, in una cassetta di sicurezza, che ha comportato un costo aggiuntivo e non da poco».

Che cifra ha impegnato?

«Il mio investimento si aggira ad una cifra vicina ai 12mila euro, mentre per i miei genitori 20mila euro. Pensi che il vero valore attuale sembra essere il 30 % rispetto a quanto pagato da noi. Quindi vuol dire che il mio diamante vale circa 3.600 euro e quelli dei miei genitori 6.000 euro. Bella fregatura direi….»

A questo punto, quali azioni pensa di mettere in campo?

«Per il momento ci siamo rivolti alla Federconsumatori di Modena, che tramite i loro avvocati,, ha spedito le prime lettere alla nostra banca ( Banco Popolare di Milano) e alla società IDB (Intermarket Diamond Busine».



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