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Paga pratiche fantasma per finto affare all’estero

di Carlo Gregori
Paga pratiche fantasma per finto affare all’estero

Carpigiano a processo per una sofisticata truffa da 18mila euro a noto ingegnere: trattative via mail con una società svizzera fallita e consulenze croate inesistenti

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C’è la crisi immobiliare e allora per vendere la sua casa a Saturnia, località toscana nota in tutto il mondo, pensa al mercato estero: un facoltoso inglese, ad esempio. Un conoscente col quale lavora ai progetti per la ricostruzione postsismica gli indica una società di mediazione svizzera. Ma poi scopre che per vendere deve prima aprire una sua società. Ad esempio in Croazia. E allora spende soldi per le pratiche consegnandoli al conoscente che ha agganci che permettono di risparmiargli i viaggi. Poi gliene dà altri per la Camera di Commercio di Fiume e poi altri ancora per un commercialista croato, per aprire un conto corrente a Fiume, per un avvocato in loco... Subodora che è troppo, c’è qualcosa di strano. A un passo dalla vendita, tutto si blocca; gli dicono di comperare delle quote della società del conoscente per affiliarsi al mediatore svizzero. A quel punto paga 5mila euro ma scrive una lettera all’Istituto per il commercio estero a Fiume e la risposta lo raggela: non esiste niente di tutto quanto ha descritto. La società svizzera, poi, risulta chiusa da due anni. I 17.500 euro pagati sono svaniti. E così scatta la denuncia per truffa che porta al processo iniziato ieri con la drammatica testimonianza della presunta vittima: un noto ingegnere modenese di 60 anni. Imputato è A.G., carpigiano di 53 anni.

I due, ha raccontato la vittima, si sono conosciuti nel 2013 tramite un imprenditore immobiliare sassolese e un avvocato modenese. L’ingegnere e A.G. lavorano insieme su alcuni progetti per la ricostruzione postsismica finché il discorso cade sulla casa a Saturnia e sull’idea di venderla a uno straniero perché in Italia le agenzia lucrano troppo e la crisi abbassa troppo il valore. Così il carpigiano suggerisce una società di mediazione immobiliare di Lugano: la conosce bene, la sua società ne fa parte con una piccola quota. Ma la vendita è piena di ostacoli. La società svizzera fa sapere tramite mail che per vendere la casa di Saturnia all’estero è bene creare una propria società all’estero, magari in Croazia. A Rijeka (Fiume), ad esempio. E allora l’ingegnere inizia a pagare per aprire la società, registrarla alla Camera di Commercio locale, per un commercialista, per un conto corrente e per un avvocato locale. Tutto questo, tranne l’avvocato, pagato a mano ad A.G. dopo che questi l’avrebbe convinto che non doveva andare in Croazia ma bastava dare i soldi a lui e li avrebbe allungati a un avvocato di Firenze che faceva la spola. La lettera della Ice di Fiume arriva come una secchiata d’acqua gelata. Non solo in Croazia non c’è traccia di nulla - società, registrazioni e il resto - ma le numerose mail del gruppo svizzero sono bidoni: la società era stata cancellata nel 2012. Prossima udienza il 1 ottobre: parlerà l’imputato per truffa.

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