Modena. «Telecamere “cieche”? Ci scusiamo»
La questura parla di «episodi dovuti a circostanze eccezionali: il controllo del territorio è sempre e comunque assicurato»
MODENA. Nessuno a monitorare le telecamere di sicurezza alla centrale operativa della polizia? È capitato, ce ne scusiamo ma garantiamo sempre e comunque la sicurezza ai cittadini. È questa in estrema sintesi la risposta al caso “telecamere cieche” che abbiamo ieri sollevato, portando alla luce una serie di gravi carenze che riguardano in modo specifico il reparto della squadra Volante.
Un reparto in seno al quale è esplosa la polemica che ha fatto scendere in campo il sindacato Siulp e Silp-Cgil. In un contesto dunque di carenze, di difficoltà e scelte poco oculate (si va da una auto da sola in giro per la città al fatto di non poter contare sulla disponibilità di 12 agenti per poter coprire i turni in modo efficace, sino al continuo utilizzo di auto della Volante per mansioni “da ufficio”) ecco che è emerso anche come in regia, alla centrale, il cuore operativo della polizia, in un qualche turno sia rimasto un solo operatore che dovendo ricevere le telefonate, gestire gli allarmi collegati, i braccialetti elettronici e quant’altro ancora, ovviamente non aveva “occhio” per i monitor delle telecamere di sicurezza. I sindacati riferiscono che questo è accaduto per ben tre volte, la questura dice invece due volte.
A nome del questore Santarelli, che incontrerà venerdì i rappresentanti dei sindacati proprio in merito a tutte queste problematiche del reparto Volante, il capo di gabinetto Francesco Panetta precisa alcuni fatti e approfondisce alcuni aspetti. «Effettivamente - scrive il capo di gabinetto - in due circostanze presso la sala operativa della questura è stato presente, in orari notturni, un unico operatore in quanto, per improvvise assenze del personale impiegato, si è dovuta garantire la presenza degli equipaggi in servizio di controllo del territorio proprio sopperendo con un unico operatore in sala operativa». Si e trattato dunque di circostanze eccezionali, che evidenziano però come la coperta sia in effetti corta... Ciononostante «l’episodicità degli eventi non incide sulla prioritaria importanza che l’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico abbia nelle dinamiche della prevenzione generale e del controllo del territorio sul capoluogo - scrive il capo di gabinetto - la polizia di Stato è impegnata nelle attività di prevenzione non solo con gli equipaggi Volante che operano nel rispetto di un piano coordinato di controllo del territorio che impegna, secondo una pianificazione mensile, l’assegnazione delle aree cittadine a ciascuna forza di polizia, ma anche attraverso gli specifici servizi di prevenzione garantiti dalle Unità operative di primo intervento – e dai servizi che settimanalmente vengono pianificati con impiego dei nuclei del Reparto prevenzione crimine, nuclei che garantiscono la presenza anche su altre aree del territorio provinciale».
Insomma, quello che vuole dire la questura alla comunità è che se da una parte ci sono carenze, disagi e turni massacranti che gravitano su pochi, dall’altra i cittadini devono stare tranquilli perché, sempre con il massimo impegno e con l’aiuto di altri reparti, la missione sicurezza viene sempre portata a termine.
«Gli operatori della sala operativa costituiscono l’anello di congiunzione tra quanto viene segnalato dai cittadini e l’impiego delle pattuglie - conclude Francesco Panetta - ed operano nel rispetto di procedure precise che prevedono anche l’attività di visione dei monitor collegati agli impianti degli efficienti sistemi di videosorveglianza comunale attestati presso gli uffici della polizia di Stato, dell’arma dei carabinieri e della polizia municipale, uffici con cui l’interscambio operativo è costante ed improntato a massimi criteri di efficienza ed efficacia». Certo ci sono anche gli altri a guardare le telecamere. Alla Municipale si sono organizzati in questo modo: dalle 7 all’una di notte, nei vari turni, c’è sempre un agente il cui compito, in modo unico ed esclusivo, è quello di osservare le telecamere di sicurezza. Con lui, nella sala operativa ci sono un ispettore, due operatori ai centralini e due operatori addetti alle comunicazioni con chi effettua i servizi in giro per la città. Di sera, dalle 19 all’una, via quelli che facevano i centralinisti, restano l’osservatore, un operatore l’ispettore, infine e di notte ci sono sempre un ispettore e un operatore che guarda i monitor e coordina l’auto in giro.
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