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Modena. Unipol sprona Bper: azioni forti su Npl, pronti a un aumento di capitale

Modena. Unipol sprona Bper: azioni forti su Npl, pronti a un aumento di capitale

L’Ad Cimbri in assemblea chiede di fare come UniCredit sui crediti deteriorati e si dice disponibile a ricapitalizzare

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MODENA. Carlo Cimbri, Ad del Gruppo Unipol, lunedì a San Lazzaro di Savena nell’assemblea della società UnipoSai è intervenuto, fra le tante altre cose, per fare il punto sulla situazione di Bper Banca, di cui Unipol è primo socio con il controllo del 9,9 per cento del capitale.

In particolare Unipol, che oggi nella stessa sede avrà l’assemblea dei soci del Gruppo, chiede alla banca di agire con decisione per ridurre i crediti deteriorati e al tempo stesso offre la propria disponibilità a partecipare anche a una ricapitalizzazione, se necessario.

«Qualsiasi Piano industriale che la banca voglia proporre deve dare una risposta forte sul tema degli Npl, noi crediamo nella banca, abbiamo chiesto la conferma dell'attuale gruppo dirigente e vogliamo supportarlo in questo tipo di processo - ha detto Cimbri - Il mercato ha dimostrato di apprezzare le manovre decise, come quelle di Unicredit e Intesa, mentre non gradisce, e neppure noi, le operazioni di stillicidio. Non avremmo difficoltà a supportare operazioni forti sul mercato e anche un aumento con una valida prospettiva industriale non sarebbe un'eresia».

Il messaggio è stato lanciato dopo che, nella recente assemblea di Bper Banca, Unipol ha votato per la lista proposta dal Cda uscente, dopo avere chiesto e ottenuto un «significativo rinnovamento», confermando la fiducia nell'Ad Alessandro Vandelli. L’uscita dal Cda di dirigenti di lungo corso come Ettore Caselli e Luigi Odorici e la nomina dell’imprenditore Pietro Ferrari alla presidenza sono alcuni dei segnali più significativi del rinnovamento cui si è voluto dare corpo.

Bper Banca sta lavorando al Piano industriale che verrà presentato in autunno e le cui azioni in materia di crediti deteriorati sono state già anticipate, con un aumento straordinario delle rettifiche per un miliardo di euro, e l'avvio della cessione di 3 miliardi di sofferenze con le cosiddette Gacs, garanzie statali. A fine 2018 il rapporto tra crediti deteriorati e totale crediti è atteso sotto il 14% (era al 24% a metà 2016 e scenderà sotto il 10% entro il 2021) con il mantenimento di un Cet1 ratio in area 12%, circa 4 punti sopra le prescrizioni Bce. La banca, che non sta pensando a un aumento di capitale, è convinta di avere i mezzi per fare ancora di più. La copertura delle sofferenze è vicina al 60% e quella su tutti i crediti deteriorati al 48%. Ma Unipol Banca, che Cimbri intende sposare con un altro istituto restando azionista del gruppo dopo la fusione, ha una copertura degli Npl, ancora superiore, pari all'80%.


 

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