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LEGA sul “parco della vergogna” 

«Chioschi in degrado Non si muove nulla»

 «Chioschi in degrado Non si muove nulla»

Mentre le parti - Comune e tre gestori dei chioschi Bobotti, Bar Elio ed ex Tosco - annunciano conferenze stampa che poi non arrivano, la situazione al Parco della Rimembranza resta bloccata e tra...

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Mentre le parti - Comune e tre gestori dei chioschi Bobotti, Bar Elio ed ex Tosco - annunciano conferenze stampa che poi non arrivano, la situazione al Parco della Rimembranza resta bloccata e tra gli alberi dominano gli scheletri in cemento armato. Interviene ora la Lega Nord Modena tramite Stefano Soranna e Antonio Baldini. «I modenesi - spiegano i due politici - osservandone il degrado attuale ricordano certamente con nostalgia il Parco delle Rimembranze dei tempi migliori, luogo che nel corso della bella stagione era diventato un punto di ritrovo quasi obbligatorio ed era percorso ai suoi margini da una moltitudine di persone che amava sostare nei chioschi e ai tavoli all’aperto».

Dopo avere ricostruito il sofferto iter dei chioschi al parco lungo i viali di Modena - un luogo vincolato che invece la sentenza del Tribunale equipara sostanzialmente a uno spartitraffico tra due arterie stradali - la Lega se la prende con gli amministratori assolti lo scorso anno.

«Benché i dirigenti e gli amministratori del Comune coinvolti nell’indagine - spiegano Baldini e Soranna - siano stati assolti dal Tribunale in primo grado, negligenze o errori di valutazione dettati da supponenza e autoreferenzialità certamente sono stati commessi se non altro a livello politico amministrativo, se è vero che almeno tre cantieri posti all’interno del parco sono rimasti sotto sequestro preventivo per ben tre anni e che il procedimento penale non si è concluso avendo la Procura appellato la sentenza di proscioglimento. Gli “incentivi” che di recente sono stati deliberati dalla giunta Muzzarelli (85mila euro in totale, ndr.) solo in minima parte possono compensare i danni da mancato guadagno patiti dai titolari».

«Oggi, a quasi dieci mesi dalla pronuncia del Tribunale la situazione di bruttura e degrado è rimasta immutata dato che nessun cantiere ha ripreso a funzionare, né le strutture in cemento armato sono state demolite o ridimensionate. Temiamo pertanto che i modenesi dovranno rassegnarsi a vivere un’altra estate ricordando quello che fu il Parco delle Rimembranze». (s.l.)

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