«Dagli ispettori contestazioni ridicole»
Il Comune deciso a contrastare i rilievi sul fondo da 7 milioni di euro: «Siamo nel giusto e i dipendenti meritano rispetto»
Controllare hanno controllato, come dimostrano i 19 euro contestati per un errore materiale nella busta paga di un dipendente. E a salvarsi non è stata nemmeno la polizia municipale, perché secondo gli ispettori, i servizi straordinari degli agenti allo stadio Braglia non dovevano essere pagati con un’indennità extra. Nei quasi venti giorni di ispezione modenese, insomma, il personale del ministero dell’Economia e delle Finanze ha spulciato voce per voce l’attività dell’amministrazione, valutando positivamente gran parte del lavoro del Comune, ma facendo anche alcuni rilievi: quello principale riguarda sei milioni e mezzo di euro accantonati nel fondo decentrato per pagare i premi di produttività e le indennità dei dipendenti. A commentare l’operazione, condotta dal 29 maggio al 16 giugno 2017 su documenti del quinquennio 2012-2016, oggi è l’assessore al Personale Andrea Bosi.
Assessore, cosa hanno esaminato gli ispettori del Mef? «Hanno controllato in maniera approfondita tutto quello che il Comune di Modena ha fatto in quei cinque anni, a partire dalle assunzioni. E gli esiti dell’ispezione, arrivati il 27 marzo scorso, si sono conclusi con un’attestazione di merito per oltre l’85% degli atti dell’amministrazione. Il quadro, insomma, è positivo, confermando la trasparenza e l’efficienza che sono sempre stati alla base dell’azione del Comune».
E poi c’è quel 15%...
«Le contestazioni riguardano in gran parte piccole cose e per cifre molto basse, a parte quella sul fondo decentrato per il personale. Di fatto, si tratta della contrattazione decentrata che l’amministrazione ha fatto con le organizzazioni sindacali per dare qualche riconoscimento ai nostri 1540 dipendenti, che sono il sistema nervoso del Comune, perché sono loro che garantiscono il funzionamento dell’ente nonostante i continui tagli da Roma».
Una contestazione che voi… contestate.
«Lo faremo in maniera netta e decisa: il centralismo burocratico del ministero è assolutamente anacronistico, ed è ridicolo che ci dicano che non dovevamo dare soldi in più al personale, mettendo in dubbio l’autonomia dell’ente di fare una contrattazione decentrata con i sindacati. Di conseguenza, nei 120 giorni di tempo (dal 27 marzo, ndr) che avremo per esprimere il nostro parere e fare le nostre controdeduzioni, risponderemo in modo puntuale e preciso al Mef, forti delle nostre ragioni». La cifra contestata, però, è piuttosto importante, visto che si toccano i 6,5 milioni.
«Quella cifra vale per tutti i cinque anni dell’ispezione, e dunque parliamo di poco più di un milione all’anno, che servivano per dare qualche euro in più come riconoscimento per il lavoro e la generosità di più di 1500 dipendenti. Insomma, qui non si parla di maxi regali a dirigenti che girano in Ferrari, ma di cifre di qualche centinaia di euro, che in parte compensavano anche il fatto che il contratto sia rimasto fermo per nove anni. Tutto questo in una situazione in cui i dipendenti del Comune di Modena sono passati da circa 1800 a 1540 nel giro di qualche anno e i dirigenti sono ormai una quindicina, con un turnover che in alcuni momenti ha portato a rimpiazzare un pensionamento su quattro, e con un’amministrazione assolutamente sana dal punto di vista dei vincoli di bilancio. Neanche fossimo sull’orlo del dissesto...».
Siete arrabbiati?
«Beh, troviamo inaccettabili questi rilievi e faremo tutto il possibile, certi delle nostre ragioni, per conservare il fondo decentrato per i dipendenti, che meritano qualche piccolo riconoscimento. Ripeto: se avessimo dato migliaia di euro ai dirigenti potrei anche capire, ma la stragrande maggioranza degli aspetti contestati riguarda piccoli premi ai dipendenti. La questione centrale, però, è quella dell’autonomia dell’ente, che a maggior ragione nel caso di un Comune sano deve avere la libertà di fare una contrattazione decentrata».
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