Gazzetta di Modena

Modena

Fermi, ragazzi in carcere per discutere di vita e libri

di Gabriele Farina
Fermi, ragazzi in carcere per discutere di vita e libri

La V E dietro le sbarre con lo scrittore Luigi Ballerini e l’insegnante Sandra Pini La studentessa Alce B runi: «Molti dei reclusi hanno la nostra età, sono come noi» 

3 MINUTI DI LETTURA





Gli studenti del Fermi tornano al Sant’Anna. Le ragazze e i ragazzi della quinta E hanno varcato di nuovo ieri pomeriggio i cancelli dell’istituto. Con loro lo scrittore Luigi Ballerini, anello di congiunzione con una ventina di persone ospiti della struttura. Molti di loro sono più vicini all’età degli studenti che a quella dell’autore.

Frequentano la sezione distaccata della scuola professionale Corni con l'insegnante Sandra Pini e si sono preparati sull’argomento. «I ragazzi in carcere hanno fatto riflessioni molto interessanti - ha esordito lo studente Mario Lei - come il fatto che per loro sia molto difficile definire il presente. Hanno fatto collegamenti molto maturi, erano molto attenti alla spiegazione del libro di Ballerini e del processo di scrittura». Lo scrittore ha presentato “Ogni attimo è nostro”, inserito nel percorso seguito dalla professoressa di religione Annalisa Gandini con il Csi per il legame con il viaggio, tema di quest’anno.

«Molti ragazzi in carcere hanno fatto tante domande sulla scrittura a Ballerini - ha raccontato Alice Bruni, compagna di classe di Mario - come quanto tempo occorre e da che cosa sia stato ispirato».

La giovane ha poi riflettuto su un aspetto che l’ha colpita.

«Molti di loro sono quasi nostri coetanei - ha detto - ma noi poi torniamo alle nostre vite, ai nostri compiti, alle nostre attività, loro invece restano al Sant’Anna». Sia Mario sia Alice rifarebbero volentieri l’esperienza da studenti e da possibili professori, rendendola ancora più interattiva. «È stata fin troppo breve - ha aggiunto il giovane - perché abbiamo scalfito le loro esperienze. Sarebbe curioso sapere non solo chi erano prima del carcere, ma anche chi sono dentro».

«Da insegnante proporrei una maggiore interazione se possibile tra i due gruppi», ha fatto eco la ragazza, garantendo che le piacerebbe ritornare per dare un contributo anche da volontaria. Il loro compagno Andrea Savoia ha visto nel percorso con i ragazzi del Sant’Anna uno spunto per una possibile tesina della maturità.

«È un argomento difficile con cui trovare i collegamenti con le materie chimiche - ha riconosciuto Andrea - ma ne ho parlato con la professoressa Gandini e potrebbe essere interessante». Il giovane è rimasto molto stupito del fatto «che i carcerati sono persone normalissime, come quelle che s’incontrano per strada. Non hanno le divise come nei film. È difficile rompere il ghiaccio, poi si crea un clima piacevole». Un clima che anche Andrea farebbe vivere ai suoi ipotetici studenti di domani.

Il maturando è tornato volentieri a visitare i quasi coetanei perché «è un’esperienza che insegna molto: loro conducono una vita completamente diversa dalla nostra». Uno stile di vita che all’inizio aveva colpito molto diversi giovani.

«La prima volta che sono entrato in carcere non sapevo come comportarmi - ha ricordato Alessandro Anderlini - mentre ieri l’impatto è stato migliore. Mi ha stupito l’approccio di Ballerini: mi aspettavo di essere meno coinvolto di come lo sono stato alla fine».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google