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Fusione, Lama e Montecreto contro Sestola

Fusione, Lama e Montecreto contro Sestola

I due sindaci uniti si schierano contro il tentativo di “boicottaggio” del collega Marco Bonucchi

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MONTECRETO. I sindaci di Lama Mocogno e Montecreto uniti contro quello che appare come un tentativo di “boicottaggio” del progetto di fusione da parte del sindaco di Sestola Marco Bonucchi. È il dato eclatante emerso ieri nel corso della conferenza in Unione in cui Fabio Canovi (Lama) e Leandro Bonucchi (Montecreto) hanno fatto il punto sull’iter al termine del ciclo di incontri con i cittadini (otto a Lama e tre a Montecreto). I due hanno ribadito i principali motivi a sostegno della fusione: mantenimento dei municipi con ampliamento d’orario, arrivo di 780mila euro di contributi annui per dieci anni, svincolo dal patto di stabilità (che solo a Lama libera altri 5 milioni), possibilità di sostituire al 100% il personale che va in pensione, risparmi istituzionali (un solo sindaco, un solo Consiglio, un solo segretario...) e via dicendo. «Se lo facciamo è solo per la gente, non c’entra niente la politica – ha sottolineato Canovi – se avessimo guardato alla politica avremmo potuto starcene tranquilli pensando solo alle elezioni del 2019, così invece ci mettiamo in gioco prima entrambi col referendum, se si procede. I nostri imprenditori ci spronano ad andare avanti, sapendo che i contributi possono rappresentare negli anni un volano da 21 milioni. Contributi che devono finire su progetti in grado di rendere sostenibile il Comune dall’11° anno in poi». «Abbiamo bisogno di strategie di crescita e sviluppo» ha rilanciato Leandro Bonucchi. Il punto è che giovedì scorso nella riunione di Acquaria il Comitato del no ha letto una lettera in cui il sindaco di Sestola invita Montecreto ad abbandonare Lama pensando piuttosto a una fusione con Sestola. Una lettera che invita a riprendere il filo perché dal 2015 l’argomento fusione «non è stato più affrontato compiutamente». «Non è vero, il sindaco di Sestola è stato interpellato almeno tre volte dopo quella data – hanno detto Canovi e Bonucchi – con lo studio sull’Unione del dicembre 2017 e con due incontri nel suo ufficio tra febbraio/marzo, l’ultimo pochi giorni prima di avviare lo studio di fattibilità sulla fusione Lama-Montecreto. Ci ha detto che potevamo andare avanti e che magari Sestola si sarebbe aggiunta nel 2021. Siamo rimasti senza parole per quella lettera, sottoscritta senza prima chiedere un parere al suo Consiglio, né ai suoi cittadini. Noi invece continuiamo a parlare del progetto tra la gente». «Sestola si può aggiungere dopo alla fusione, se vuole – ha rimarcato il consigliere di Lama Riccardo Burgoni – ma non è giusto che ci escluda chiedendo in sostanza un altro studio che farebbe slittare il voto di due anni». «Quando coi rinnovi amministrativi peraltro non è detto che Lama e Montecreto mantengano la disponibilità che c'è adesso» ha chiosato Leandro Bonucchi. (d.m.)

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