Martini, a Concordia ritorna l’incubo e Coemar fa marcia indietro
L’azienda mantovana che si era impegnata per l’acquisizione ha cambiato idea I sindacati Cgil e Cisl parlano di «incomprensioni con la procedura concorsuale»
CONCORDIA. Ritorno all’inferno per i lavoratori dell’azienda Martini di Concordia, che si occupa di impianti di illuminazione.
Alla Martini sembrava tutto risolto a fine dello scorso dicembre con la proposta vincolante di affitto di ramo d’impresa per 36 mesi, condizionata all’acquisto finale da parte di Coemar Lighting. In seguito alla proposta a fine anno era stato raggiunto un accordo sindacale tra la stessa Coemar e Fiom/Cgil e Fim/Cisl: un accordo che garantiva continuità produttiva e salvaguardia di tutti i posti di lavoro.
A metà aprile la Coemar, azienda mantovana che ha sede a Castiglione delle Stiviere, si è aggiudicata l’acquisizione attraverso l’asta competitiva nell’ambito della procedura concorsuale.
«Oggi invece - dicono i sindacati Fiom Cgil di Modena e Mirandola e Fim Cisl Emilia Centrale - la doccia fredda per gli oltre 60 lavoratori in forza alla Martini. La stessa Coemar ha inviato una lettera ai sindacati in cui annuncia di voler recedere dall’acquisizione dell’azienda, per circostanze non dipendenti dalla propria volontà. Ciò metterebbe a rischio gli oltre 60 posti di lavoro in Martini. Fim/Cisl e Fiom/Cgil - continuano i sindacati - hanno subito informato le istituzioni locali, Regione e Comune, e hanno inviato una lettera a tutte le parti interessate (Coemar Lighting, Martini in procedura concorsuale e Tribunale di Modena, Comune di Concordia, Regione Emilia Romagna) per incontrarsi e permettere di ristabilire le condizioni dell’accordo del 22 dicembre 2017. Fiom e Fim chiedono alle parti interessate di mettere in atto tutte le azioni possibili affinché il conto salato di eventuali incomprensioni tra le parti contraenti del contratto di affitto (Coemar e procedura concorsuale) non venga pagato dai lavoratori. Non si può giocare sulla pelle di 60 lavoratori e 60 famiglie».
La vicenda della Martini, che tra le proprie commesse vantava il Castello Sforzesco e la Galleria Vittorio Emanuele di Milano, l’Ermitage di San Pietroburgo e numerose strutture pubbliche e private in Russia, era esplosa nel marzo dello scorso anno.
Proprio i problemi causati dall’embargo russo avevano portato all’apertura di una vertenza con i 105 dipendenti di allora che reclamavano spettanze arretrate. Si era arrivati al licenziamento di 32 lavoratori poi i tavoli istituzionali fino alla revoca del procedimento di licenziamento collettivo e l’offerta vincolante di affitto e di acquisto del ramo di azienda da parte della Coemar Lighting. che produce e commercializza prodotti per l’illuminazione professionale.
L’offerta aveva consentito anche la proroga al 29 gennaio 2018 per la presentazione del piano concordatario.
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