Moralità e zero beni per il Social Housing
Le regole fissate dal Comune per i futuri alloggi a Vaciglio. Trande: «Non penalizzare gli italiani»
Dai requisiti “morali”, come l’iscrizione nella white list della Prefettura, al tema dell’impossidenza, ovvero il non possesso di immobili “di valore” che viene esteso a tutta Italia. Sono alcuni degli aspetti che cambieranno per quanto riguarda l’edilizia convenzionata e agevolata nel Comune di Modena. Le novità sono state illustrate ieri sera in piazza Grande, nella seduta congiunta delle commissioni Seta e Servizi, dove l’assessore alle Politiche abitative Anna Maria Vandelli, insieme ai dirigenti comunali Susanna Poletti e Michele Tropea, ha spiegato i principi cardine del nuovo regolamento, che tornerà in commissione altre due volte prima di arrivare in Consiglio comunale per la discussione e il voto. Un regolamento piuttosto complesso e che contiene alcune novità anche sul social housing - che riguarda il nuovo comparto da 550 alloggi che nascerà a Vaciglio - tanto che diversi consiglieri hanno chiesto tempo per approfondire il materiale: tra gli aspetti più significativi, oltre all’introduzione di requisiti di moralità per tutti i soggetti coinvolti, c’è l’estensione del requisito dell’impossidenza. In sostanza, se oggi per accedere all’edilizia convenzionata è necessario non essere proprietari di immobili (a meno che non abbiano un valore catastale inferiore ai 60mila euro) nel territorio comunale, con il nuovo regolamento bisognerà non avere case su tutto il territorio italiano. Dopo gli interventi dell’assessore e dei dirigenti, la parola è passata ai consiglieri: «Si tratta di un atto complesso e al quale di fatto lavoriamo dal 2012 - ha spiegato il capogruppo Mdp-Per Me Modena Paolo Trande - quindi è utile tenere conto degli obiettivi che ci eravamo dati. Se dovessi indicare due parole chiave di questo lungo lavoro, queste sarebbero “equità” e “trasparenza”, e credo che la mediazione trovata abbia portato novità importanti: penso agli alloggi Pep, ad esempio, per i quali la necessità di una maggiore trasparenza per l’assegnazione si avvertiva. Dunque, nel periodo di approfondimento dobbiamo continuare a lavorare su questi assi, tenendo conto che dove si mettono delle soglie, come quella dei 60mila euro, è sempre difficile trovare una mediazione». Quindi, una considerazione che non tutti si aspettavano, almeno non da Trande, come ha sottolineato ironicamente il consigliere stesso: «Un altro aspetto da considerare - ha concluso - è quello di non penalizzare gli italiani».
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