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«Nessun contatto in corsia tra sanitari e le onoranze»

«Nessun contatto in corsia tra sanitari e le onoranze»

Circolare della Regione a tutte le Ausl per prevenire casi di corruzione sui defunti Al personale delle camere ardenti viene vietata anche la vestizione della salma

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La circolare inviata ai direttori generali dell’Ausl e del Policlinico è chiara. La Direzione Sanitaria Regionale ricorda che le pratiche di trattamento dei defunti in ospedale devono essere separate: il personale sanitario non può più svolgere attività di vestizione o di trucco delle salme e le agenzie funebri devono fare il loro lavoro separate dai sanitari. Sono due attività che devono restare distinte. Diversamente le conseguenze sono quelle emerse nel corso del processo contro la necrofora di Baggiovara pochi giorni fa condannata per tentata estorsione: risulta aver chiesto denaro per accelerare la sistemazione della salma e anche “regali” dalle agenzie per i suggerimenti fatti ai parenti del defunto. Eppure, nonostante questo esito che riconosce la realtà di certe pratiche corruttive al suo interno e addirittura nonostante la condanna in solido a risarcire la parte civile al processo, l’Ausl di Modena non ha ancora fatto nulla. E neanche il Policlinico.

La circolare è stata firmata in marzo dalla dottoressa Licia Petropulacos, oggi a capo della sanità regionale, e mira a interrompere la commistione di pratiche tra personale sanitario e agenzie proprio perché sono cariche di rischi di corruzione. I rapporti tra servizi mortuari ospedalieri e agenzie funebri vanno regolari, scrive, «rispetto alle incombenze delle imprese di onoranze funebri tra le quali rientrano, con alcune eccezioni, la vestizione del defunto e la sua composizione nel cofano funebre». Questa distanza è importante per stabilire le diverse responsabilità, scrive la Petropulacos, sopratutto per evitare il rischio «che possano verificarsi la richiesta o l’accettazione impropria di regali, compensi e altre utilità in relazione all’espletamento delle proprie funzioni e dei propri compiti».

Proprio per arrivare a una reale correttezza nei rapporti tra ospedale, famiglie e agenzie funebri, «il personale della struttura sanitaria si limiterà a svolgere le funzioni di competenza, nel cui ambito non sono previste la vestizione e la tanatocosmesi della salma, mentre il compito della vestizione del deceduto e del conferimento del feretro spetta all’impresa di onoranze funebri preventivamente incaricata dagli aventi causa (i familiari, ndr)».

In futuro, le camere ardenti saranno sottoposte a vigilanza e ci sarà un responsabile ma non svolgerà attività da necroforo. Spiega la dottoressa Petropulacos: «A Modena nessun ospedale si è ancora adeguato alla direttiva, è vero, ma è anche recente; sono sicura che lo faranno. Bisognerà farlo anche se alcuni ospedali hanno già preso provvedimenti precedentemente e altri no. Il senso di questa circolare è proprio quello di uniformare i comportamenti. Avere poche regole e chiare che impediscano atti a rischio di corruzione. Nei prossimi mesi faremo una verifica in tutta la regione».

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