Gazzetta di Modena

Modena

In tremila a Villa Sorra al concerto “Liberazione”

di Agata Patanè Armenia
In tremila a Villa Sorra al concerto “Liberazione”

Castelfranco. Parco pieno fino al tramonto per l’evento con Finardi e altre band «Una festa per tutti grazie a persone che ci hanno permesso di mettere le ali»

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CASTELFRANCO. Sono state più di tremila le persone che ieri, in occasione della Festa della Liberazione, hanno deciso di trascorrere la giornata a Villa Sorra. Già dalle prime ore del pomeriggio il tranquillo paesino di Gaggio in Piano ha visto arrivare automobili provenienti non solo da Modena e dall’Emilia Romagna, ma anche da altre regioni italiane. Un intero pezzo d’Italia riunita nello splendido parco dell’antica villa, tra giovani, anziani, bambini, ragazzi, chi con un intero arsenale da pic nic comprensivo di tavolo e sedie e chi con solo una coperta e un cappello per godersi il concerto sotto al caldo sole primaverile.

L’evento, organizzato dal Comune ha portato ad esibirsi su un palco appositamente realizzato vari artisti. In primis Eugenio Finardi, seguito da Shade, per poi passare a La Notte della Taranta – orchestra popolare, ed infine Twee - Davide Turci cantautore - Malfer - The Dark Blues Trio. Per chi non si fosse portato cibo e bevande da casa, sono stati allestiti quattro stand di ristorazione, che però a neanche metà pomeriggio hanno terminato tutte le scorte d’acqua dato il caldo e l’alto numero di presenze.

La sicurezza dell’evento è stata affidata ai volontari del servizio civile, della Croce Blu ed alla polizia, anche se non sono mancate le pattuglie di vigili urbani impegnate nel controllo del traffico che ha intasato la circolazione circostante la villa.

Questa grande giornata di “festa, musica e memoria”, come è stata pubblicizzata nelle settimane precedenti ed ormai giunta alla terza edizione, è costata al comune circa 45mila euro, ed è stata possibile grazie al contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Gruppo Hera, Borghi Conad e la collaborazione di Arci Modena Anpi. Molto sentito è stato il discorso di Daniel Degli Esposti, dell’Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea di Modena, che ha fatto comprendere al pubblico il perché a questa giornata sia stato dato il titolo “Le radici e le ali”. Lo storico ha infatti parlato della «scelta complicata, tremenda che hanno dovuto compiere tanti ragazzi che si sono trovati a dover scegliere tra l’obbedienza al regime o il diventare clandestini ed iniziare una lotta che avrebbe portato alla libertà. Il 25 aprile è una festa che riguarda tutti perché portata avanti da tante persone diverse, che hanno permesso alle nostre generazioni di guardare alle radici per poter mettere le ali». Degli Esposti specifica però che «guardare alle radici non significa creare un’identità di noi contro loro», parlando di razzismo e di disuguaglianze, unendo la storia e mondo contemporaneo.

Dopo il concerto di Finardi, che racconta “nel ’45 ho avuto la possibilità di scegliere se seguire la mia famiglia in America o restare qua e non mi pento affatto di essere rimasto”, è intervenuto il sindaco Stefano Reggianini, che ha parlato della giornata come di «un’occasione, dai più grandi ai più piccoli, di riaffermare i valori dell’antifascismo nella nostra costituzione». Poi la musica fino al tramonto.

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