Maxi-cantieri in Tribunale Caccia a sedi temporanee
Oltre ai lavori alla facciata, sono in progetto grossi interventi idraulici e elettrici Il presidente Liccardo incontra il sindaco. Gli avvocati gli esprimono timori di caos
Il tribunale di Modena sarà sottoposto a una profonda ristrutturazione interna che coinvolgerà l’impianto dei termosifoni (e quindi l’impianto idraulico) e anche quello elettrico. È un’esigenza non più rinviabile dati i problemi che sorgono ogni inverno e che spesso portano a sospendere le udienze dei processi. Tempi e costi non sono ancora fissati e saranno a carico del Ministero di Grazia e Giustizia. Ma i lavori, che saranno lunghi e impegnativi e si sommeranno a quelli alla facciata su Corso Canalgrande, dovranno fare i conti con le esigenze quotidiane della giustizia. Serviranno insomma nuovi spazi, possibilmente vicini. Di questo è stato informato il sindaco Giancarlo Muzzarelli a un incontro con il nuovo Presidente del Tribunale giudice Pasquale Liccardo: il Comune deve infatti provvedere all’edilizia giudiziaria. I possibili disagi da evitare per tempo e la necessità di tenere il più vicino possibili le sedi provvisorie sono stati i temi centrali del primo incontro tra l’Ordine degli Avvocati e il presidente Liccardo.
Le procedure e una maggiore collaborazione tra tutti gli attori della giustizia in città sono stati i capitoli discussi all’incontro. Gli avvocati a Modena chiedono uno scatto all'amministrazione giudiziaria. Lo hanno ribadito all'incontro di benvenuto tra il consiglio dell'Ordine degli Avvocati e il presidente Liccardo. In «un clima estremamente costruttivo», tiene a precisare la presidente dell'ordine Daniela Dondi, sono stati esposti argomenti su cui «da subito si può lavorare per migliorare prima di tutto nell'interesse dei cittadini», sostengono gli avvocati, citando l'efficienza della macchina della giustizia proprio a partire dall'impiego dei contenitori. Spiega l’avvocato Dondi su quest'ultimo dibattuto fronte: «Siamo consapevoli che gli ambienti oggi ospitanti i servizi giudiziari hanno necessità di essere resi più moderni ed efficienti. E che questo, in vista anche di indispensabili ristrutturazioni, comporterà dei temporanei disagi. Qualunque sia la modalità che si andrà a adottare, occorrerà evitare, per quanto possibile, la polverizzazione delle sedi temporanee».
Se inoltre va perseguita «con ancora più determinazione» la digitalizzazione dei processi, all'incontro ci si è soffermati sull'ulteriore rafforzamento della collaborazione tra magistratura e avvocatura: ci sono già ottime basi ma certamente si può fare ancora molto, è in sostanza l'esito del confronto sul punto. Da anni, infatti, è in corso il passaggio dalla carta al digitale sia per gli atti giudiziari che per quelli dei processi. Non sempre con risultati buoni o definitivi.
Un nodo da sciogliere, infine, sarà la tempistica dei lavori. Le opere interne dovranno infatti tenere conto dello stato di avanzamento del restauro esterno dovuto ai continui cedimenti di calcinacci dal tetto: frammenti di gesso dai capitelli. Per questo motivo è in corso un secondo intervento in tre anni che ha costretto a cingere le parti dell’edificio su due lati: corso Canalgrande e via San Vincenzo. Se in quest’ultima strada è chiusa la porta, quella in Canalgrande è sempre affollata con seri disagi. Resta aperta quella su via Gherarda.
Carlo Gregori
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