Presidio del Guernica non manca la tensione
Una ventina di antagonisti con slogan, striscioni, fumogeni e megafoni Qualche spintone e poi corteo assieme ai manifestanti autorizzati della sinistra
E’ durato circa un paio d’ore il presidio del collettivo Guernica in piazza Mazzini. Iniziata intorno alle dieci del mattino, la manifestazione ha visto la partecipazione di circa una ventina di persone.
Alto il dispiegamento delle forze dell’ordine che non si sono limitate a osservare il presidio ma hanno monitorato eventuali spostamenti dalla piazza arrivando anche a fermare chi, allontanatosi da piazza Mazzini, si stava dirigendo verso la manifestazione principale che in quei minuti si stava svolgendo in piazza Grande. «Abbiamo bisogno di resistenza»: è stato questo il titolo scelto dal collettivo per la manifestazione che si è posta come obiettivo quello di contestare apertamente, in un giorno importante come il 25 Aprile, non solo il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ma anche le politiche portate avanti in città.
È stato, inoltre, proprio il collettivo Guernica ad aver spiegato in un lungo post su Facebook il giorno prima della manifestazione, le motivazioni che li hanno spinti a non voler chiedere alcuna autorizzazione per il presidio in piazza Mazzini. «Non comprendiamo a chi dovremmo chiedere il permesso per poter festeggiare il 25 Aprile in questa città. A quelle stesse istituzioni che, alla vigilia del 25 Aprile, consegnano fogli di via dalla città per una manifestazione antifascista di quattro mesi fa?» avevano scritto. E l’hanno ribadito anche in piazza con molti cori e slogan contro l’amministrazione comunale. A spiegare in maniera più dettagliata il significato del presidio Daniele Benedetto, autonomo appartenente al collettivo Guernica. «Abbiamo scelto di scendere in piazza come collettivo autorganizzato che da anni porta avanti in questa città pratiche quotidiane di resistenza. Siamo qui per sfidare apertamente la presenza in piazza, per noi inaccettabile, del Partito Democratico- ha dichiarato- Siamo qui anche per rispondere agli attacchi repressivi che stiamo subendo in particolar modo con sgomberi e sfratti». Sono stati due, in particolar modo, i momenti del presidio in cui si è registrata una maggiore tensione tra manifestanti e polizia presente sul luogo. Uno ha riguardato il passaggio del corteo principale passato proprio davanti piazza Mazzini poco dopo le undici. L’altro episodio, invece, si è verificato verso mezzogiorno quando ha sfilato il corteo organizzato da Sinistra Classe e Rivoluzione. Proprio in quel momento, infatti, i manifestanti presenti in piazza Mazzini hanno tentato in tutti i modi di unirsi al corteo che stava passando ma sono stati bloccati dalla polizia. Coloro che in quel momento stavano sfilando hanno tuttavia deciso di fermarsi in attesa che anche loro potessero unirsi. Il tutto si è poi risolto dopo circa un quarto d’ora con gli agenti della polizia presenti in piazza Mazzini che hanno lasciato passare i manifestanti. Da qui è dunque ripartito il corteo che si è fermato il piazza XX Settembre dove hanno preso la parola alcuni esponenti delle diverse realtà associative e non che hanno preso parte alla manifestazione. Presenti anche alcuni ex soci-lavoratori delle cooperative appaltatrici della Castelfrigo che hanno ancora una volta denunciato pubblicamente quanto stanno vivendo e le ragioni che stanno alla base del loro sciopero avviato il 17 ottobre e non ancora terminato. «E’ stato molto importante per noi- ha concluso Davide Severi, anche lui appartenente al collettivo Guernica- la solidarietà dell’intero corteo che ha deciso di fermarsi per attendere che anche noi potessimo unirci. È questo il senso del 25 Aprile».
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