Gazzetta di Modena

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IL DIFENSORE IN VISTA DELL’APPELLO 

“Amico” condannato «Pagò di tasca sua tanti conti societari»

L’amicizia si è rotta, ma quello che ora viene considerato l’amico traditore sostiene di aver passato tre anni dietro la loro società comune e di averci rimesso molti soldi. E se ci sono stati...

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L’amicizia si è rotta, ma quello che ora viene considerato l’amico traditore sostiene di aver passato tre anni dietro la loro società comune e di averci rimesso molti soldi. E se ci sono stati problemi contabili, ora si chiarirà in appello. Così D.G., l’impresario delle notti riccionesi di origini modenesi risponde allo sfogo di Daniele Sirotti, l’attore modenese, suo ex amico fraterno fino alla rottura conseguente alla denuncia per la cattiva gestione della loro società, la Spectre Spa (oggi in liquidazione). Una denuncia terminata con la recente condanna in primo grado a un anno e otto mesi. Lo spiega il difensore dell’impresario, l’avvocato Marco Malavolta: «Abbiamo depositato oggi l’istanza di appello. Mi rendo conto di quanto sia dolorosa questa vicenda a livello umano ma vogliamo andare fino in fondo. In primo grado è arrivata la condanna per tre dei cinque capi di imputazione. Ma per due, con accuse piuttosto cospicue di appropriazione indebita, il mio assistito è stato assolto».

Cos’è successo dal vostro punto di vista? «È successo che due amici fraterni, sempre insieme, decidono di fondare una società d’affari. Ma non hanno un brand, non hanno visibilità, e uno dei due, D.G., nominato amministratore, è incaricato di curare da solo tutti gli affari. In queste condizioni non ci sono state marginalità o utili per il primo anno».

«D.G. era l’unico che lavorava e per tre anni ha dovuto seguire tutto in base anche alle indicazioni del suo amico. Da Taranto andava avanti e indietro a Modena e in Riviera per cercare di fare utili. Ma la società non è andata bene. Ci sono state esposizioni debitorie e quando è arrivata la denuncia di Sirotti tra i due l’amicizia si è rotta». «È possibile che ci siano irregolarità contabili. Ma bisogna considerare che il mio assistito ha coperto le esposizioni per tre quarti da solo e ha anche lui perso soldi».

Da parte di Sirotti e del suo avvocato, Domenico Ippolito, arriva una precisazione sull’articolo nella Gazzetta di ieri: “Per errore – si legge – è stato pubblicato un danno di ammontare superiore a quello patito dalla persona offesa Daniele Sirotti, di molto inferiore. Tanto si doveva per la precisione».



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