Fiera di Modena: tra gli stand trovati dieci operai in nero
Sono addetti all’allestimento dell’ottantesima edizione che è appena iniziata Perseguiti cinque imprenditori, l’ente è estraneo: «Da noi lavoratori tutelati»
Arriva una “tegola” pesante per alcune aziende che presso i padiglioni della Fiera hanno allestito la Fiera Campionaria, arrivata una edizione importante: la numero 80.
Lunedì l’Ispettorato del lavoro di Modena si è presentato presso i padiglioni fieristici di viale Virgilio - che direttamente però non ha violato alcuna legge - e ha individuato dieci lavoratori che stavano lavorando in nero al montaggio dei 300 stand previsti per l’apertura del primo maggio.
Dieci persone che stavano quindi svolgendo la loro attività quotidiana in totale insicurezza per sé e per gli altri, tanto che l’Ispettorato del lavoro in una nota parla senza mezzi termini di «gravi irregolarità riscontrate».
Oggi questi dieci operai risultato tutti assunti - come confermano fonti dell’Ispettorato - ma le violazioni sono pesanti a carico di cinque datori di lavoro, come recita lo stesso comunicato stampa. «Il giorno 23 aprile - si legge - gli ispettori dell’Itl di Modena hanno effettuato dei controlli all’interno del quartiere fieristico di viale Virgilio dove erano in atto i preparativi per l’allestimento della Fiera di Modena. Da una prima verifica sono risultati presenti ben dieci lavoratori in nero, quindi assolutamente privi di tutele previdenziali, assicurative e di presidi per la sicurezza. In conseguenza delle gravi irregolarità riscontrate, ed allo scopo di indurre la regolarizzazione delle violazioni accertate sono stati adottati cinque provvedimenti cautelari di sospensione dell’attività imprenditoriale nei confronti di altrettanti datori di lavoro».
Ma non è finita: anche nei giorni seguenti i controllori di queste imprese - non solo modenesi, pare - hanno analizzato la situazione: «Gli accertamenti proseguiranno - termina la nota - per verificare la presenza di ulteriori irregolarità e si concluderanno con l’applicazione delle previste sanzioni amministrative a carico dei trasgressori e con il recupero dei contributi previdenziali e assicurativi omessi».
I vertici dell’ente fieristico di viale Virgilio non ne sapevano nulla: «Sapevamo dei controlli - spiega l’amministratore delegato Paolo Fantuzzi - ma non l’esito. Ora è lo stesso Ispettorato a dire che la Fiera non c’entra nulla. Modena Fiere sente l’obbligo di precisare ulteriormente che le violazioni non riguardano le attività svolte direttamente dalla Società che, da sempre, pone la tutela dei lavoratori al centro della propria attività». Oggi comunque la situazione parrebbe rientrata - con le dieci assunzioni di lavoratori e l’impegno delle imprese a mettere tutto in regola pena multe salatissime - anche se resta gravissima visto che il rischio neanche tanto velato relativa alla insicurezza sul lavoro sono le cosiddette “morti bianche”. Del resto, come rilevava ieri la Cisl Modena è la quinta provincia italiana in questa negativa classifica. «Nel 2017 gli infortuni mortali sul lavoro sono stati ben 24 - siamo quinti in Italia e primi in regione - un record drammatico visto che 24 morti significa 24 famiglie distrutte a causa del lavoro che le persone svolgono per vivere», ha spiegato la Cisl.
Stefano Luppi
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