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incontri sulla divina commedia 

L’Inferno di Dante incanta il pubblico della biblioteca

di Stefania Piscitello
L’Inferno di Dante incanta il pubblico della biblioteca

di Stefania PiscitelloGrande successo per la seconda serata sulla Divina Commedia organizzata dalla Biblioteca Cionini di Sassuolo in collaborazione con il Forum Ute, questa volta dedicata alla...

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di Stefania PiscitelloGrande successo per la seconda serata sulla Divina Commedia organizzata dalla Biblioteca Cionini di Sassuolo in collaborazione con il Forum Ute, questa volta dedicata alla lettura del V canto dell’Inferno dantesco. Gian Carla Moscattini ha introdotto ai presenti l’argomento, con una breve panoramica sui contenuti dei canti precedenti, facendoli poi inoltrare nel secondo cerchio, quello di coloro che preferirono il piacere alla ragione, i lussuriosi, e la cui custodia è affidata al giudice Minosse. Dante vuole, oltre a narrare la famosa vicenda di Paolo e Francesca, condannare la letteratura amorosa del tempo che, attraverso la narrazione di amori travolgenti, avrebbe potuto condurre i lettori in errore. Intervallata dall’accompagnamento musicale di Gentjian Lluckaci e dalle spiegazioni di Paolo Broglia, l’attrice Franca Lovino ha eseguito la lettura dei versi di quello che è uno dei canti più noti della commedia dantesca. Dante, giunto nel secondo cerchio, dopo aver incontrato insieme al suo accompagnatore Virgilio il guardiano Minosse ed essersi imbattuto nelle prime anime dannate, come Cleopatra e Didone, ne nota due in particolare, che volano insieme e che attirano la sua attenzione: Paolo Malatesta e Francesca da Polenta, che, alla richiesta di Dante, si dirigono verso di lui, pronti a raccontargli la loro storia. Una storia di un amore indissolubile ma proibito, che li ha portati entrambi alla morte per mano di Gianciotto, fratello di Paolo e marito di Francesca. Una storia di amore e lacrime, quella narrata dalla donna, del libro galeotto sull’amore di Lancillotto e Ginevra e del bacio maledetto che li ha condotti lì, uniti nella morte e nella pena. Il pubblico, grazie alla performance della Iovino, alle esaustive spiegazioni di Broglia, e al violino di Lluckaci che ha eseguito, tra gli altri, anche pezzi di Morricone, si è mostrato molto attento e, soprattutto, coinvolto da quella che si è dimostrata essere una serata adatta a tutti ed una formula vincente.

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