Modena, panico e allarme attentato al Grandemilia, ma è un vigile
L’agente della Municipale in borghese cercava di prendere un sospettato ed è sbucato in galleria con la moto rombante: urla e gente a terra
MODENA Dieci secondi. Qualcuno di più, qualcuno di meno. Dieci secondi che in tanti non potranno scordare perché in quel tempo che a loro è sembrato durare un’eternità hanno temuto per la loro vita, per quella del figlio che avevano con sé, per quella del genitore, per quella di tutti gli altri che erano nella galleria del Grandemilia, lungo uno dei corridoi principali. Per ogni rombo, per ogni “nota” di quell’improvviso frastuono nelle loro menti stavano scorrendo le immagini terribili, violente e da batticuore degli attentati avvenuti nelle capitali, in Europa e negli Stati Uniti. Quelle con un furgone o un auto che si fionda in mezzo alla folla e con il folle che inizia a sparare ammazzando tutti quelli che il furgone o l’auto hanno risparmiato nell’irruzione. Quelle erano immagini lontane, vissute con trepidazione e con la consapevolezza, mentre le si guardavano, che la tragedia non era qui, non era girato l’angolo.
LA MOTO FA IRRUZIONE Ma questa volta, ieri mattina verso le 11, tutto stava accadendo in diretta. Il vociare, il passeggio con i carrelli, i suoni delle casse e i jingle di radio e cellulari erano stati sovrastati improvvisamente da un rombo, forte, fortissimo, amplificato dalla struttura stessa del centro commerciale. Una moto aveva fatto irruzione. Una moto con uomo. Non indossava alcuna divisa. Era un giovane, sbucato dal nulla. C’è chi ha urlato, chi spaventato dal frastuono e dall'apparizione si è buttato a terra. In quei dieci interminabili secondi al Grandemilia verso le 11 si è pensato ad un attentato e il servizio di vigilanza interno, vigilantes che sono armati, stavano per intervenire. Allarme massimo. Poi la moto termina lo slancio, non ruggisce più. Il motociclista pure lui è sorpreso, la moto ora scivola, sfila per inerzia in galleria, lui scende e si spiega. Era uno dei nostri, era un agente della polizia municipale che stava lavorando. Per la precisione uno del Nucleo problematiche del territorio, un team della polizia municipale che è specializzato nel controllo del territorio, i cui membri fanno appostamenti nelle zone calde o dove ci sono le emergenze del momento cercando di incastrare chi spaccia, chi scippa, chi ruba nei parcheggi, monitorando, segnalando, bloccando ed arrestando. Ieri mattina, dopo che nella zona della Fiera erano stati segnalati parecchi borseggi e furti ai danni degli avventori dei vari store, sia nei pressi delle strutture che nei parcheggi, il team dell’Npt stava facendo dei controlli e degli appostamenti in borghese,
L'INSEGUIMENTO Due agenti, uno in moto l'altro a piedi, stavano tenendo sott’occhio la zona di Obi. E qui hanno notato due che si aggiravano fra le auto e poi stazionavano vicino all’ingresso fermando i passanti, facendo la questua. Gli agenti decidono per un controllo accurato ma non appena si avvicinano e si presentano (erano in borghese), uno dei due scappa a tutta birra, fa slalom tra le auto e fugge verso il Grandemilia. Il vigile in moto dà gas e si fionda all'inseguimento. Il giovane di colore è una freccia, raggiunge il Grandemilia e trova un ingresso, un accesso laterale, in zona Mediaworld, situato dove non vanno i clienti ma gli addetti lavori. Il fuggitivo dunque entra. Anche l’agente entra, in moto, come nei migliori telefilm. Il suo scenario adesso cambia. È dentro a un grande spazio, quello di un magazzino. Si guarda attorno e vede il suo uomo che apre e varca un’altra porta. Il vigile non ci pensa due volte, punta la moto e... entra in un’altra dimensione. Quella tranquilla, quasi ovattata della galleria del Grandemilia. Aveva percorso un accesso dove, dicono, ci sono anche dei bagni di servizio, ma alla fine si è trovato in mezzo alla gente. Ed è stato panico generale. Nessuna guardia ha reagito e la situazione si è poi gradatamente smorzata. E il giovane nigeriano che fuggiva? Alla fine è stato preso e portato al comando. Non aveva fatto nulla ed è in regola col permesso. Aveva avuto paura. Come tutti.
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