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Lama. Il mistero di Bruna «Aiutateci a capire com’è potuta morire»

Lama. Il mistero di Bruna «Aiutateci a capire com’è potuta morire»

Ultimo appello della famiglia prima dell’archiviazione La 76enne partì dalla Brianza e fu trovata a Montecenere

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LAMA MOCOGNO . Un ultimo appello a fornire elementi prima che il caso si chiuda senza risposte. Lo fa la famiglia di Antonietta Turri (detta Bruna), la 76enne di Varedo (Monza) uscita da casa il 1 agosto 2016 per andare dal parrucchiere e rinvenuta cadavere il 10 agosto in un pendio boscoso ai lati della Giardini appena fuori da Montecenere. Un incredibile caso di smarrimento della strada conclusosi con tragico epilogo a 300 km di distanza. Dall’autopsia sul corpo, in avanzato stato di decomposizione, «non è stato possibile risalire ad alcuna causa di morte, naturale o traumatica». Buio totale, insomma.

E anche questo elemento ha portato il pm Claudia Natalini a chiedere nel luglio 2017 l’archiviazione del caso. Ma la famiglia si è opposta, attraverso l’avvocato Claudia Iacopino di Milano (figlia di Franco, ex segretario generale del Modena Calcio), chiedendo altre indagini a fronte delle tante stranezze. Su tutte, il fatto che la donna, madre di due figlie e moglie esemplare, non facesse mai giri lunghi in auto. Anche per questi rilievi, il gip un po’ a sorpresa non ha disposto l’archiviazione d’ufficio ma ha fissato per l’8 maggio: un’udienza camerale a porte chiuse in cui qualsiasi decisione verrà presa solo dopo dibattimento.

Di fatto, un’ultima chance. E la famiglia fa un accorato appello: «Chiunque ha visto qualcosa o ha elementi, contatti l’avvocato Iacopino allo 02/45397220. Il nostro sospetto è che qualcuno sia salito in auto e l’abbia condotta lì, abbandonandola». Famiglia che il 18 marzo ha voluto percorrere tutto l’ipotetico percorso fatto dalla donna (uscita dall’autostrada A1 all’1.36 del 2 agosto) fino al bordo strada dove parcheggiò la sua auto. Lì è stato posto un cippo in ricordo. L’appello si fonda anche sulla testimonianza dell’uomo che abita proprio lì di fronte, che ha riferito di essere uscito da casa alle 8.30 del 2 agosto senza vedere l’auto, poi scorta dopo le 9: «Era pieno mattino, con la luce: possibile che nessuno abbia visto passare per Lama e circondario questa signora completamente disorientata? A nessuno ha chiesto informazioni?» s’interroga l'avvocato Iacopino.

Daniele Montanari
 

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