Le gloriose ville perdute dei Romani
Savignano. Un viaggio di duemila anni alla scoperta di tombe, ponti e costumi
SAVIGNANO . Come si presentava Savignano in epoca romana? Quali erano le sue ville e come viveva la sua gente? A queste e a diverse altre questioni ha dato alcune risposte la dott.ssa Camilla Simonini, che in una serata coordinata dal prof. Giorgio Pancaldi e organizzata da circolo Ponte Alto – Giuseppe Graziosi, Università N. Ginzburg, Contratto di Fiume e Musei del territorio, ha presentato la ricerca “Savignano romana”. La premessa, fatta dalla stessa Simonini, è che molti studi sulla Savignano romana sono stati realizzati da storici locali (i Crespellani in primis) durante l’Ottocento, quindi non sono aggiornati alle metodologie storiografiche attuali. In ogni caso, le ricerche finora condotte hanno potuto individuare anche nel territorio savignanese tracce evidenti della centuriazione romana, ovvero il sistema con cui i Romani, già più di duemila anni fa, organizzavano il territorio agricolo. Questo sistema viario è evidente soprattutto nella frazione di Magazzino. C’era poi già allora un ponte che collegava Savignano con Vignola, attraversando il Panaro? Le risposte in questo caso non sono certe, ma la presenza nei pressi del Panaro dei lacerti di un pilastro potrebbero essere un buon indizio per sospettarlo. Mentre a livello di testimonianze epigrafiche il passato ha consegnato poco o nulla, qualche cosa di più è rimasto riguardo alle sepolture: tre piccole aree in cui venivano sepolti i defunti sono state individuate nella frazione di Garofalo, l’altra in zona Villa Melda. Ciò ha permesso di attestare che, anche presso i “savignanesi Romani”, erano in voga sia la pratica dell’inumazione, sia quella della cremazione. Altre testimonianze che arrivano dalla Savignano romana sono poi legate all’edilizia residenziale: anche in questo territorio si trovavano alcune ville la cui superficie si estendeva anche per alcune migliaia di metri quadrati: la Villa di Pratoguarrato a Doccia, la Villa di Campo dei Castagni a Garofalo, la Villa urbano rustica di Zenzano, la Villa di Melda di Sotto a Magazzino hanno lasciato tracce ancora in tempi recenti della loro più o meno gloriosa esistenza.
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