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Modena. Seta, arriva la Rai in sede nascosti i bus più vecchi

di Luca Gardinale
Modena. Seta, arriva la Rai in sede nascosti i bus più vecchi

Grandi manovre ieri mattina in strada Sant’Anna per aggiustare le apparenze dopo i tre incendi dell’ultima settimana. E l’Udicon vuole andare in Procura

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MODENA. Qualcuno - quelli più impresentabili - nascosto nei box, qualcun altro “mescolato” agli altri, in modo che i problemi non si vedessero poi così tanto. L’operazione “autobus perfetto” è andata in scena ieri all’alba, in strada Sant’Anna, dove il personale dell’azienda di trasporto pubblico è stato chiamato a dare una sistemata alla flotta in attesa della troupe della Rai.

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Perché dopo l’ennesimo incendio che ha distrutto un mezzo, giovedì mattina sulla Vignolese, il Tg3 ha deciso di fare un servizio sugli autobus modenesi, portando l’azienda a… correre ai ripari: così, poco dopo le 5 di ieri, la sede Seta era tutta un viavai di autisti che spostavano nei box dell’officina i mezzi semibruciati, in modo che non potessero essere ripresi, mentre per quanto riguarda i bus danneggiati, la scelta è stata quella di “mischiarli” agli altri, in modo che i problemi non fossero troppo evidenti.

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Ma al di là di quello che hanno ripreso le telecamere della tv regionale, i problemi restano tutti: quello di giovedì è stato l’ennesimo incendio per un mezzo Seta, esattamente a due mesi di distanza dall’episodio di Lama Mocogno, dove un altro bus è stato distrutto dalle fiamme. E a intervenire sulla questione oggi è l’Udicon, l’Unione per la difesa dei consumatori: «Non accenna ad arrestarsi il preoccupante fenomeno degli incendi che coinvolgono gli autobus dell’azienda di trasporto pubblico locale modenese - spiega il presidente regionale dell’associazione Vincenzo Paldino - chiediamo quindi urgentemente un chiarimento ai vertici dell’azienda. La determinazione di destinare quasi trenta milioni di euro al rinnovamento della flotta nel triennio 2016-2018 era stata accolta con favore anche dalla nostra associazione, ma è evidente che si tratta di una misura ad oggi totalmente insufficiente». Secondo l’Udicon, dunque, «la frequenza con cui tale tipologia di incidenti si sta verificando desta apprensione e, se nel caso dell’incendio di via Vignolese un plauso va all’autista e ai vigili del fuoco che sono prontamente intervenuti, non è però possibile fare unicamente affidamento sulla prontezza dei soccorsi per scongiurare eventuali tragedie. La questione va risolta a monte - incalza l’associazione - e deve essere Seta a occuparsene. La puntualità delle corse, l’igiene dei mezzi, l’adeguata formazione del personale e la sicurezza sono criteri fondamentali e sulla cui applicazione non è possibile lesinare né risorse né impegno da parte di tutti i soggetti coinvolti nella gestione dell’azienda. Per quanto detto - conclude l’Unione per la difesa dei consumatori, che fa sapere di aver avviato un monitoraggio delle corse in tutte le città capoluogo della regione, in modo da tracciare un quadro della situazione del trasporto pubblico - chiediamo a Seta quali azioni siano state intraprese per far cessare e prevenire altri simili incidenti, che mettono a repentaglio l’incolumità dei passeggeri-utenti e contribuiscono fortemente a disincentivare l’utilizzo del trasporto pubblico locale. Qualora non ricevessimo gli opportuni chiarimenti in tempi ragionevoli, ci riserviamo di presentare un esposto in Procura agli organi competenti».
 

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