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I predoni della cantine assaltano tutto il palazzo

di Alfonso Scibona
I predoni della cantine assaltano tutto il palazzo

Colpo notturno in via Aravecchia: forzate le porte per portarsi via pochi valori Una vittima: «Mi hanno lasciato la vecchia bicicletta, così non si vive più»

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È allarme rosso in pieno centro per le razzie non solo notturne nei garage e nelle cantine. Questa volta ad essere preso di mira è un condominio di via Aravecchia, dove sono state aperte tutte le cantine, con danni alle porte e con il furto di quanto era ritenuto utile per realizzarci denaro.

«Il nostro - racconta una vittima - è un condominio tranquillissimo, di gente normale. Nella mia cantina mi vergogno addirittura ad andarci io perché c’è veramente poco da rubare. Ed infatti mi hanno lasciato la mia vecchia bicicletta. Ritengo si tratti di gente che non ha niente da perdere: state attenti».

Parole amare, le stesse pronunciate solo qualche giorno addietro da alcuni condomini di un edificio poco lontano, dove un gruppo di ragazzini aveva spento tutti i contatori della luce per ritorsione su un rimprovero ricevuto quando sono stati trovati all’interno a fumare sostanze stupefacenti.

«Le bande che si aggirano in centro - ha detto U.C. - sono quasi sempre formate da minorenni, cioè di individui non condannabili. Al massimo un giudice severo li ammonisce e poi fa una ramanzina ai genitori».

Tornando a via Aravecchia, dopo un piccolo inventario degli oggetti trafugati, che non hanno un valore molto alto, restano amarezza e disagio per il presente ed il futuro, soprattutto con le leggi che ci sono oggi in Italia. Resta anche il dubbio sull’orario in cui è stato effettuato il danno visto che sia la porta d’ingresso su via Aravecchia che quella del cortile interno cui si accede dal retro non sono state forzate, come è avvenuto invece per le cantine.

«Ogni giorno che passa - ha continuato F.D. - c’è da vergognarsi del proprio paese. E non andrò a sporgere denuncia perché non serve a niente e perché ormai il senso di comunità è distrutta». Una cosa è possibile confermare: ci sono più crimini di quanti ne vengono registrati con le denunce al commissariato di polizia o alla caserma del carabinieri e questo, purtroppo, non fa statistica. Di contro sono in aumento le famiglie che decidono di dotarsi di impianti di allarme o di videosorveglianza, anche per il fatto che parte della spesa è possibile detrarla dalla denuncia dei redditi, pur rateizzata in più anni.



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