Gazzetta di Modena

Modena

La scuola diventa digitale e i maestri sono... bambini

di Gabriele Farina

Alle elementari Buon Pastore inaugurato l’atelier creativo per il Comprensivo 6 Anche i piccoli dell’asilo potranno avere accesso a progetti multimediali

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Alla scuola elementare Buon Pastore gli alunni diventano programmatori digitali. È stato inaugurato ieri l’Atelier creativo dell’istituto. Uno spazio multimediale in cui i giovanissimi possono dare sfogo alla fantasia per imparare divertendosi.

Lo hanno dimostrato ieri, presentando ai compagni e agli assessori Gianpietro Cavazza e Ludovica Carla Ferrari i primi progetti. Con il programma Scratch (e il supporto della maestra Olimpia Veronico) hanno codificato un gioco di geografia. Sullo sfondo una cartina d’Italia è la base bianca per venti pezzi: le regioni italiane. Gli alunni hanno utilizzato uno strumento per trascinarle al posto giusto; mentre inserivano i codici, hanno potuto studiare elementi in più come i capoluoghi di regione, abbinandoli con le rispettive foto.

Lo stesso programma è stato utilizzato dalle alunne e dagli alunni per creare un quiz sulle specie marine. Due le prove: la prima l’identificazione dei pesci in foto, la seconda il trascinamento nelle posizioni giuste.

I giovanissimi programmatori digitali, infatti, hanno utilizzato come mattoncini sequenze di codici, senza cui il gioco non potrebbe funzionare.

Realizzato con un finanziamento ministeriale, l’Atelier sarà a disposizione di alunni della scuola d’infanzia, delle elementari e studenti delle medie dell’Istituto comprensivo 6. Gli strumenti a disposizione sono tarati in base allo sviluppo dei giovani. Per iniziare, si possono utilizzare api programmatici a tre dimensioni per seguire i movimenti su un foglio di carta e cimentarsi in giochi con robot Lego; le costruzioni tradizionali sono accompagnate da un kit per principianti Arduino con relativo libro d’istruzioni.

Infine, ci sono i programmi a schermo che permettono una programmazione a due dimensioni con possibili interazioni in rete, progettando a più scuole.

«I ragazzi hanno modo di sperimentare pratiche innovative - ha spiegato il dirigente scolastico, Venusia Vita - sviluppando il loro pensiero computazionale, trasversale a tutte le discipline».

I maestri devono stare al loro passo.

«Un gruppo d’insegnanti è già formato - ha aggiunto la preside - e le loro conoscenze verranno ampliate, trasferite alle colleghe e agli altri insegnanti tramite formazione interna ed esterna. Sarà fatto anche un lavoro di osservazione tra pari».

Un'osservazione già avviata dagli alunni delle varie classi che hanno assistito ai lavori realizzati dai gruppi della seconda e della quinta della scuola elementare. «Avranno modo d’istruire anche gli altri alunni delle varie classi», ha concluso Vita.

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