Scuole, la rivolta minimal In pochi contestano il piano
Serramazzoni. Solo cinquanta genitori alla riunione con Comune e progettisti Bocciate le aule delle medie nel sotto-palestra e si invocano nuove elementari
SERRAMAZZONI. Ha lasciato due preponderanti elementi di riflessione l’atteso incontro di ieri a Serra per illustrare i progetti sulle scuole. Il primo è che la maggior parte dei genitori ha sollevato dubbi e critiche sui piani. L’altro è che però le presenze erano molte meno di quel che ci si attendeva: una cinquantina di persone, mezza sala vuota. Al tavolo il sindaco Roberto Rubbiani con gli ingegneri Giorgio Serafini (docente all’Unimore, che era stato incaricato dei collaudi sul cantiere delle elementari Casolari prima dello stop e del nuovo progetto per l’adeguamento sismico), Fabio Lugli (incaricato dello studio di fattibilità per questo adeguamento) ed Emer Florini (titolare dei lavori sotto alla palestra per ricavare aule-ponte per le medie Cavani). Non ha potuto esserci Francesco Gaudini, incaricato dei lavori per l’adeguamento sismico delle Cavani, per questo verrà organizzato con lui un incontro specifico.
Serafini e Lugli hanno spiegato perché alle Casolari si è fermato tutto: «Tolti gli intonaci, i muri al primo e al secondo piano interrato sono risultati di buona qualità, ma nei due piani superiori - ha sottolineato Lugli - è emersa la presenza di una muratura di tipo completamente diverso, fatta di mattoni con foratura orizzontale disposti in maniera contraria alla buona prassi costruttiva. Ma così si faceva a volte negli anni ’50-’60».
Di qui la necessità di impiantare dappertutto un’ossatura metallica che, collegata a nuove fondamenta, garantirà il 100% di resistenza antisismica sostanzialmente lasciando i vecchi muri privi di qualsiasi funzione portante. Due stralci, per una spesa complessiva di 1.3 milioni, ma si tratta appunto di un progetto solo preliminare.
Quello illustrato da Florini per il sotto-palestra è invece già esecutivo e a bando per 637mila euro. Verranno realizzate 9 aule (di 4 metri per 10 ciascuna) a cui si aggiungeranno due prefabbricati esterni per i laboratori che verranno messi sull’attuale piazzale della palestra, una volta tolti i moduli delle elementari. Perché da settembre i bimbi si sposteranno in largo Olimpico in quelli attualmente occupati dai ragazzi delle medie, che si trasferiranno appunto nel sotto-palestra. Florini ha ricordato che già alla costruzione era stato ipotizzato l’utilizzo di questi spazi per la direzione didattica.
Ma come aule hanno destato diverse perplessità, sia nella conformazione sia nella logistica: «Io lì mio figlio non ce lo mando» ha detto una mamma.
«Invece che sbudellare i muri delle Casolari, non sarebbe meglio abbatterle?» ha chiesto un papà.
«Chiediamo sacrifici ai bimbi per poi dare loro sempre spazi di vecchia concezione - ha rilanciato il consigliere Stefano Toni - se si facesse del nuovo avremmo edifici più efficienti, vivibili e con una migliore viabilità. Attirerebbero giovani famiglie sul territorio, mentre adesso le scuole continuano a perdere iscrizioni».
«A Soliera con 3 milioni hanno costruito due scuole nuove» ha continuato una mamma.
«No, con 3 milioni si fa una scuola sola» ha osservato l’ingegner Serafini.
«Mantenendo gli stessi volumi, il nuovo costerebbe di più della ristrutturazione» ha confermato Lugli.
«Nel dibattito - ha chiosato a margine Rubbiani - si è perso di vista un elemento fondamentale: il fattore tempo. Ristrutturando si garantisce lo stesso la sicurezza e si fa prima. Ricordiamoci che il terremoto non manda preavvisi».
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