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Lavori sulla strada vietata ai ciclisti

Lavori sulla strada vietata ai ciclisti

Mirandola. A ottobre si sistema un pezzetto di via Imperiale dopo lutti e proteste

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MIRANDOLA. «Abbiamo raggiunto un importante obiettivo per la comunità». Questo il commento di diversi ciclisti amatoriali della Bassa, tra cui quelli del Team 9, sull’avvio dei lavori di sistemazione della Provinciale 9 nel tratto di strada di via Imperiale, tra Massa e Mirandola. Il costo complessivo dell’intervento è di 178mila euro, 128 a carico della Provincia e i restanti 50mila a carico invece del Consorzio di Bonifica di Burana. «L’opera - spiegano i tecnici della Provincia - prevede il ripristino del fondo stradale e del canale adiacente che ha contribuito all’erosione e al dissesto della scarpata, in un tratto lungo quasi un centinaio di metri». Il cantiere sarà comunque aperto soltanto in ottobre, al termine del periodo di irrigazione e seppur trovi il consenso anche dei ciclisti non risolverà i loro problemi dal momento che gli 11 chilometri di via Imperiale resteranno vietati ai mezzi a due ruote a causa del fondo stradale deteriorato.

Una strada che ha registrato incidenti più o meno gravi ad amatori e motociclisti. In quella zona, infatti, il 31 maggio dello scorso anno, poco prima delle 14, perse la vita travolta da un’auto la ciclista 56enne di San Felice, Lorella Vaccari, che faceva parte proprio della società sportiva Team 9. Una tragica fatalità dovuta anche all’impianto semaforico presente sul tratto di strada dissestato di via Imperiale dove si procedeva a senso unico alternato. Quel lutto ha portato ad una mobilitazione generale: venne organizzato un corteo di protesta - “Sos Strade Bassa Modenese” - proprio su quel tratto di strada maledetto e fatale per la 56enne. Una protesta che ha iniziato a dare alcuni frutti perché quel preciso punto di via Imperiale verrà presto sistemato ma il rifacimento completo della strada rimane una chimera: costa troppo e la Provincia non ha i soldi.

Valentina Corsini

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