Gazzetta di Modena

Modena

Ricordi di guerra per ripensare il mondo di oggi

di Stefano Luppi
Ricordi di guerra per ripensare il mondo di oggi

La curatrice Roberta Biagiarelli illustra l’iniziativa sulla tragedia nell’ex Jugoslavia

3 MINUTI DI LETTURA





Esercizi di cittadinanza, società multiculturale, storia recente dell’Europa, formazione per studenti attraverso la trasmissione del sapere. Sono le parole chiave che ruotano intorno a “Balcani d’Europa - Lo specchio di noi”, un progetto culturale a cura di Roberta Biagiarelli dal 9 al 19 maggio a Modena, Formigine, Maranello, Sassuolo (info www.gazzettadimodena.it, www.facebook.com/balcanideuropa e www.balcanideuropa.it).

Biagiarelli perché questa iniziativa?

«Da molti anni viaggio nella ex Jugoslavia e ho incontrato persone e realtà straordinarie mentre mi sono accorta che ancora troppa poca gente sa cosa è accaduto con le guerre nei Balcani a due passi dalle nostre coste. Serve un dare un contributo».

In che senso?

«Viviamo un’epoca in cui il bene comune e l’esercizio della cittadinanza sono sempre meno praticati e anche nelle democrazie si alzano muri e si marcano confini. Ecco dunque che raccontare i Balcani significa, oltre a un atto di memoria, fare in modo che il passato non torni».

Come avete impostato il programma?

«Abbiamo numerosi appuntamenti, tutti gratuiti, nei quali si rifletterà sul valore della multiculturalità, sulla ricostruzione di quanto avvenuto al Tribunale penale dell'Aja, sul legame sociale, la sua rottura e l’affermarsi dei nazionalismi, la cultura della legalità. Ragioniamo anche su come l’Europa è stata vista da Mostar nel 1993, ma ci sarà anche un momento dedicato alla memoria di Luca Rastello, autore di quel prezioso libro “La guerra in casa” dal quale io mi mossi quando realizzai il monologo “Srebrenica”. Concluderemo parlando di Europa».

Ci sono anche mostre...

«Sì, racconteremo la storia degli anni ’90 con le mostre di Luigi Ottani “Scappare la guerra”, reportage dal confine greco-macedone e di Ismail Fayad “Genti diverse venute dall’Est”».

Ha parlato del monologo dedicato alla città teatro del massacro di Srebrenica del 1995.

«Fu un vero eccidio, nel quale morirono 8372 persone, tra cui moltissimi giovani. Vent’anni fa ero a Torino e lessi il volume di Luca Rastello “La guerra in casa” del 1998. Ricordo che mi cambiò la vita. In particolare mi colpì la parte dedicata all’eccidio per il quale tra l’altro è stato condannato il generale Ratko Mladic».

E ha iniziato a portare in giro questo spettacolo?

«Sì, ha fatto oltre 500 repliche in Italia e all’estero, comprese Gerusalemme e Vienna e poi hanno iniziato a chiamarmi gli insegnanti di storia perché portarlo in scena vuole dire raccontare la storia dell’ultimo ‘900».

Va spesso nell’ex Jugoslavia?

«Moltissime volte e mi sono fatta amici che ho poi invitato alla iniziativa modenese, persone straordinarie senza le quali non avremmo potuto mettere insieme tutto ciò».

Il sottotitolo richiama l’esercizio della cittadinanza, che intende?

«L’idea è che il cittadino è un essere passivo, non si informa sulla storia del ‘900, sui Balcani che ci fanno da specchio a due passi da noi. Quei luoghi penso parlino anche a noi italiani e abbiamo dovuto lavorare intorno alla complessità perché tanti non conoscono date, eventi e storie».

A chi si riferisce in particolare?

«Le faccio un nome come quello del generale Jovan Divjak che durante il conflitto balcanico degli anni ‘90 è stato il vice-comandante dello stato maggiore multietnico dell'esercito di Bosnia-Erzegovina. È un uomo di pace, nominato nel 2006 ambasciatore universale di Pace a Ginevra. Ha fatto tantissimo per difendere la società multiculturale in un luogo come Sarajevo e dintorni: a Srebrenica ci sono state oltre 8mila vittime e 12mila persone scomparse. Un luogo, Srebrenica appunto, dove avvengono ancora sepolture pubbliche: tre anni fa ci ho portato anche Luigi Ottani che ha scattato molte immagini. Si comprende quindi come la memoria sia fondamentale».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google