«Castelfrigo, Confindustria è assente»
Castelnuovo. Bottura (Cgil): «Le imprese non rispettano l’accordo per il ricollocamento degli operai»
CASTELNUOVO. Sono passati più di sei mesi da quando, il 17 ottobre, 75 ex soci-lavoratori delle cooperative appaltatrici della Castelfrigo decisero di avviare uno sciopero contro un licenziamento di massa per denunciare le condizioni di lavoro a cui erano sottoposti.
Tanti gli avvenimenti che si sono susseguiti. Due, in particolar modo, le fasi che hanno segnato l’intera vertenza: lo sciopero della fame condotto per dodici giorni da tre lavoratori Martin, Tano e Chen insieme al segretario di Modena della Flai- Cgil Marco Bottura ed il blocco dei cancelli di quattro giorni durante i primi giorni di febbraio. Il presidio permanente nel piazzale di via Allende sta tuttavia proseguendo e a fare il punto della situazione è Marco Bottura che con il proprio sindacato ha seguito la vertenza dal primo giorno.
«I lavoratori sono ancora davanti ai cancelli in quanto le ragioni della protesta permangono - spiega - Sono stati espulsi in maniera discriminatoria e per questo è in corso il processo per condotta antisindacale contro la Castelfrigo».
Il bilancio delle ricollocazioni, tuttavia, è entrato in una fase di stallo in quanto dei 75 lavoratori solo 30 sono stati ricollocati: tredici sono tornati all’interno dell’azienda e il loro contratto è stato prorogato fino al 30 giugno, altri diciassette stanno prestando servizio in altre ditte.
«Purtroppo registriamo una mancata risposta delle imprese appartenenti al circuito di Confindustria che è stata una delle parti che ha sottoscritto il 29 dicembre l’accordo in Regione».
Nel frattempo è stata anche istituita una Commissione di ricerca e studio sulle cooperative spurie che attraverso numerose audizioni sta iniziando a tracciare un quadro complessivo della situazione presente in Emilia Romagna.
«Riteniamo sia una qualcosa di molto utile - ha commentato Bottura - Tale commissione non deve limitarsi a fotografare il quadro esistente ma deve dare indicazioni per la creazione di un nuovo modello di sviluppo. Speriamo che anche la Commissione parlamentare antimafia prenda in carico la situazione della Castelfrigo, così come annunciato mesi fa».
La Flai Cgil sta intanto continuando a distribuire i buoni pasto ai lavoratori in sciopero e ad oggi il valore ammonta a 1300 euro ciascuno. «È una strada lunga quella che dobbiamo ancora percorrere - conclude Bottura - ma il fatto che alcuni siano rientrati all’interno della Castelfrigo, nonostante fossero stati licenziati perché sgraditi, è una prima grande vittoria».
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