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Effetto centri commerciali Negozi per animali in crisi

Effetto centri commerciali Negozi per animali in crisi

Tucci chiude in via Alassio: «La grande distribuzione offre prezzi stracciati» Bigi: «Ampi spazi e sconti, ora iniziano la concorrenza anche sulla toelettatura»

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Guardandola un po’ da lontano si capisce che quello che sta succedendo non è altro che quello che piccoli negozi e centri di vicinato vivono da tempo.

In questo caso, però, è tutto un po’ spostato in avanti nel tempo, anche perché il settore si è sviluppato una quindicina di anni fa: il paradosso, piuttosto, è che il mercato sarebbe anche in crescita, anche se è stata proprio questa crescita ad attirare l’attenzione dei pesci grossi, che nel giro di qualche anno hanno iniziato a giocare sullo stesso campo delle piccole attività. Perché ad entrare in crisi anche nel modenese, seguendo quello che in altre province è in atto da tempo, sono stati i pet center, i negozi specializzati in prodotti per gli animali, offrendo in alcuni casi anche il servizio di toelettatura.

Servizi che nel giro di pochi anni si sono trovati a far fronte a un doppio “attacco” da parte della grande distribuzione. Prima l’offerta da parte dei supermercati di una gamma sempre più ampia di prodotti per animali, e poi l’apertura di veri e propri pet shop a marchio Coop e Conad all’interno dei centri commerciali. Una crisi che non ha risparmiato “Animals.com”, il negozio aperto sette anni fa in via Alassio, a pochi metri dalla polisportiva Gino Nasi.

«Chiuderemo a fine giugno - spiega Riccardo Tucci, il titolare - perché non è più possibile stare sul mercato con la concorrenza della grande distribuzione».

La botta più dura è arrivata due anni fa, quando all’interno del centro commerciale “La Rotonda” è stato aperto il pet center a marchio Conad, mentre poche centinaia di metri più in là, sulla Vignolese, a febbraio scorso anche Coop ha aperto un negozio per animali ai Gelsi, offrendo tra l’altro anche il servizio di toelettatura.

«Si tratta di attività che, usufruendo di regimi fiscali agevolati, possono offrire un notevole ribasso sui prezzi - spiega ancora Tucci - penalizzando fortemente chi sta fuori dai centri commerciali». E dire che Tucci aveva provato a entrare in un centro commerciale: «Anni fa aveva fatto domanda per aprire un negozio per animali ai Portali - riprende - ma mi era stato detto che la struttura non era interessata. Coop però adesso ha aperto ai Gelsi. Bisogna considerare che per aprire un negozio da 350 metri quadrati servono circa 120 mila euro di merce, e ricaricare i prodotti con un margine che non superi il 30% e con il limite della scadenza: è chiaro che è molto difficile reggere la concorrenza di chi usufruisce del regime fiscale delle cooperative, potendosi peraltro permettere di andare in rimessa per anni, come nel caso di uno dei nuovi negozi aperti».

La situazione modenese è la stessa che si vive nel distretto ceramico, dove il negozio per animali di Alvezio Bigi, ex presidente di Confesercenti Sassuolo, è stato prima trasformato in una toelettatura, per poi chiudere definitivamente: «I piccoli negozi del settore hanno subito la stessa sorte delle botteghe di quartiere di fronte alla grande distribuzione - spiega - tanto che oggi nella zona del distretto sopravvivono solo quattro o cinque grosse strutture di centinaia di metri. Se poi consideriamo che i prodotti per animali vengono offerti in maniera sempre più differenziata anche dalla grande distribuzione, che ora apre anche suoi negozi - Coop ha aperto un pet center anche a Maranello - che fanno concorrenza anche sulla toelettatura, è evidente che nel giro di pochi anni saranno davvero poche le attività che sopravviveranno».

Luca Gardinale

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