Gazzetta di Modena

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Gli Amici del Cuore sui banchi di scuola con 19mila studenti

di Martina Stocco
Gli Amici del Cuore sui banchi di scuola con 19mila studenti

Dalla rianimazione cardiopolmonare alla disostruzione delle vie aree: sei volte i ragazzi hanno salvato vite umane

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Due mani che si stringono attorno ad un cuore. È il simbolo dell’associazione di volontariato “Gli amici del cuore”, che da anni svolge una serie di attività nel territorio modenese. Le molteplici iniziative dirette dall’onlus sono finalizzate ad un unico scopo: la lotta alle malattie cardiovascolari e, in particolare, alla prevenzione delle patologie cardiocircolatorie. A scendere nei dettagli c’era il vicepresidente Roberto Baccarini. «I progetti dell’onlus “Gli amici del cuore” - ha esordito - fin dall’inizio (l’associazione è nata nel 1993) sono sempre stati incentrati a limitare o rallentare i processi di carattere degenerativo del cuore causati dall’invecchiamento. Tuttavia, i fattori di rischio cardiovascolare possono sorgere anche da cattivi stili di vita: il fumo di sigaretta, una vita sedentaria e un’alimentazione ipercalorica. Di conseguenza uno dei nostri punti fondamentali è sempre stata l’informazione attraverso le scuole». Un flusso di conoscenze che da anni, dalle scuole, attraverso gli studenti è giunto, in modo capillare anche ai famigliari. «Nella scuola abbiamo ottenuto dei buoni risultati da quando abbiamo avviato il progetto Cuore Giovane - ha rimarcato - perché la forma di prevenzione più efficace è quella che si acquisisce fin da bambini. La forma estrema di prevenzione è legata alla morte cardiaca improvvisa. Cioè quelle persone che, ogni anno, vengono colpite da arresto cardiaco anche senza un’evidente causa. Non sempre, infatti, ci sono sintomi che mettono in guardia dal pericolo a cui si può andare incontro e a volte l’attacco di cuore colpisce anche i giovani. Così, abbiamo iniziato, nel 2003, a svolgere negli istituti scolastici corsi di Bls (Basic life support, sostegno di base alle funzioni vitali) creando una rete di soccorritori laici». Gli studenti raggiunti, attraverso questi corsi, sono ad oggi 18.500, ma entro la fine dell’anno scolastico, ha annunciato il vicepresidente «raggiungeremo le 19mila persone». Un numero considerevole che, nel tempo, ha dato importanti risultati. «Sono stati sei i casi, complessivamente, in cui i giovani - ha ricordato Baccarini - in seguito al corso, hanno saputo riconoscere, valutare e intervenire in modo appropriato rispetto a ciò che stava accadendo. Come la mattina in cui tre studenti del liceo Sigonio hanno soccorso un uomo in strada facendogli il massaggio cardiaco e, nell’attesa dell’ambulanza, gli hanno salvato la vita». Cosa viene insegnato nelle ore di formazione? Come rispondono i ragazzi? «Attraverso piccoli manichini gonfiabili - mostra l’istruttore Roberto Gatti - s’insegna la rianimazione cardiopolmonare e la disostruzione delle vie aeree parziale e totale. Gli studenti mostrano curiosità e interesse. In anni recenti anche i docenti hanno seguito il corso e svolgono queste iniziative aiutandoci a raggiungere le elevate richieste». È bene sottolineare che le attività dell’onlus non si limitano ai corsi nelle scuole, ma vengono organizzati eventi sportivi e visite ambulatoriali cardiologiche in provincia.

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