Modena, ecco come cambierà l’Autodromo
L’immagine è stata diffusa dall’amministratore delegato Angelo Borghi. Dubbi nel Pd su un nuovo problema ambientale
MODENA. Dopo una discussione lunghissima, polemiche a non finire che si perdono negli anni, processi e danni all’attività della società di gestione dovuti ai rallentamenti, ecco come potrebbe essere il nuovo autodromo di Marzaglia. L’immagine di quello che al momento è impossibile dire sia o meno il progetto definitivo arriva però da una fonte molto autorevole: l’ha infatti pubblicata nei giorni scorsi sul proprio profilo Facebook Angelo Borghi, amministratore delegato dell’autodromo di Modena dal 2008. Borghi - che ieri ha preferito non rispondere alle domande della Gazzetta - ha quindi deciso di rendere nota come sarà la pista nata sette anni fa a Marzaglia, sull’area dove fino a dieci anni fa sorgeva il centro sociale “Libera”, teatro del drammatico sgombero dell’8 agosto 2008. Tornando alla pista, nuovi elementi l’amministratore delegato non ne rende noti, ma come si vede dalla foto l’ampliamento dell’impianto sembra notevole: ora siamo a una lunghezza di 2068 metri, con un rettilineo di 400 metri e undici curve, oltre a una variante aggiunta quattro anni fa a pista già realizzata. Di quanto si allungherà il tracciato, dunque? A giudicare dall’immagine “postata” su Facebook dal numero uno dell’impianto potremmo essere circa sui due chilometri in più, e dunque vicini al raddoppio del percorso, con l’aggiunta di due rettilinei e nuove curve, come del resto chiedevano i tanti automobilisti e motociclisti che utilizzano l’impianto. Gli esperti spiegano infatti che un circuito dotato di più curve - e due ulteriori lunghi rettilinei - renderà molto più flessibile l’utilizzo della struttura. In questo modo - qualora il progetto sia approvato in tempi brevi, visto che la legislatura finisce tra dodici mesi - la futura pista di Modena vedrà incrementare la sua appetibilità. Il primo ad annunciare l’ampliamento, intervenendo lo scorso primo marzo all’evento “Motori in tavola”, è stato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli: «La volontà dell’amministrazione - ha spiegato il primo cittadino in quella occasione - è quella di impegnarsi per ampliare la pista dell’autodromo. Stiamo facendo le pratiche necessarie, ma le difficoltà non sono poche. In questo senso vorrei coinvolgere tutti i club del territorio, trovarci e parlare per rafforzare la nostra posizione».
Il successo della pista, insomma, è destinato a crescere: già oggi a Marzaglia le attività sono molteplici e, spiegano i gestori, le richieste di maggior utilizzo del circuito sono pressoché quotidiane. Il 6 maggio, ad esempio, sono previste prove libere per le moto, il 12-13 maggio arriva la seconda edizione del “Motor1Days”, mentre prosegue la collaborazione con i musei Ferrari di Modena e Maranello. Chi esibisce a Marzaglia il biglietto dei Musei Ferrari, inoltre, potrà scendere in pista con la propria auto per un quarto d’ora a 35 euro. Resta da vedere come si muoverà la politica modenese di fronte a un consistente ampliamento di un impianto che a inizio decennio fu uno dei principali terreni di scontro all’interno del Pd - con le leggendarie battaglie tra l’assessore all’Urbanistica Daniele Sitta e il leader di Modena Attiva Paolo Silingardi - mentre il processo per lottizzazione abusiva si concluse solo nel 2016 con l’assoluzione dei due dirigenti comunali e del progettista della società Vintage spa.
Al momento, come detto, non sono chiari i dettagli del progetto di ampliamento, ma è probabile che per avere l’ok serva un passaggio in Consiglio comunale: via libera che al momento, vista la snervante battaglia sulle nuove case di Vaciglio e la delicata questione delle Fonderie da spostare dalla Madonnina a Navicello, non sembra scontato, anche se il sindaco Muzzarelli si è mostrato molto deciso in vista dell’ampliamento di una struttura che funziona.
E il Pd, che insieme al primo cittadino ha fortemente voluto l’ingresso in giunta dell’ex presidente di Legambiente Alessandra Filippi per dare un segnale al mondo dei comitati e delle associazioni, potrà permettersi una nuova battaglia sul fronte ambientale alla vigilia delle amministrative più temute della storia di Modena?
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