Gazzetta di Modena

Modena

«No ai trasporti in mano ai privati»

«No ai trasporti in mano ai privati»

Il documento in vista dell’imminente cambio al vertice di Seta: «Il nuovo presidente non risponda solo al sindaco»

3 MINUTI DI LETTURA





Un documento «non neutro e particolarmente ficcante», come lo definisce l’ex assessore Andrea De Pietri. Oppure un manifesto, come lo ha chiamato il suo stesso autore. In ogni caso, l’idea è quella di dare una netta sterzata alla gestione del trasporto pubblico, cercando anche di evitare la completa privatizzazione che si profila all’orizzonte con la gara del 2019. A presentare il suo “Manifesto per un trasporto pubblico locale efficiente e sostenibile a Modena” è stato l’urbanista Lorenzo Carapellese, appoggiato dai dirigenti modenesi di Sinistra Italiana Aleassandra Di Bartolomeo e Andrea De Pietri. «Ho deciso di scrivere questo documento mentre veniva pubblicato il bando per la presidenza di Seta - spiega l’urbanista, che non si è candidato per il dopo-Bulgarelli - perché penso che il trasporto pubblico sia una delle cose più importanti per far funzionare la città». L’auspicio, però, è quello che i criteri per la scelta del nuovo numero uno dell’azienda di trasporti non siano gli stessi che hanno portato alla scelta di quello dell’Agenzia di Mobilità: «Allora la proposta di candidatura della Fiab, che mi propose come amministratore unico di Amo, mise in crisi chi aveva il compito di decidere, che finì per chiamare una persona che vive all’estero. Io però penso che oggi non possiamo permetterci che il principale controllore del trasporto pubblico lavori part-time e non viva a Modena», incalza Carapellese riferendosi all’amministratore unico Andrea Burzacchini. Tornando a Seta, l’urbanista modenese è preoccupato perché oggi «si parla di trasporto pubblico solo in occasione di scioperi, aumenti dei biglietti, bus che prendono fuoco e, come oggi, una presidenza da rinnovare». Il manifesto propone quindi di avviare «una profonda riflessione collettiva, a partire dalla nostra città, e valutare cosa sia ora il trasporto pubblico locale, cosa vorremmo e quanto siamo disposti a pagare in risorse pubbliche per un’idea di mobilità che non può essere quella della motorizzazione privata che supera il 70% e quella ciclistica, pedonale e pubblica al 30%». Ma all’orizzonte c’è anche la gara del 2019 per l’affidamento del servizio nei bacini di Modena, Reggio e Piacenza: «Il timore è che la governance finisca in mano a un grande competitor privato come Busitalia - spiega ancora Carapellese - la società controllata dalle Ferrovie dello Stato già entrata prepotentemente nel trasporto pubblico urbano di Firenze, con una totale liberalizzazione del trasporto pubblico locale che non farebbe bene a Modena». Quello che il manifesto propone, al contrario, «è il ritorno a un sano municipalismo, perché non è vero che “grande è bello” - aggiunge l’urbanista - ma anzi, l’idea è quella di un’azienda pubblica che funzioni bene soprattutto a livello urbano. Una liberalizzazione del trasporto pubblico, insomma, non porterebbe benefici, anche perché il Tpl in tutto il mondo è ampiamente supportato da contributi pubblici. Anche per questo, c’è bisogno di un presidente che abbia una visione e sappia costruire obiettivi e programmi con la comunità che lo nomina, e dunque non solo con il sindaco, ma anche con il Consiglio comunale». Tutto questo mentre l’amministrazione sta elaborando il nuovo Pums, il Piano per la mobilità sostenibile: «Finora nessuno ne ha parlato - conclude Carapellese - a partire da quello che fino a pochi giorni fa è stato assessore all’Ambiente. Ora l’auspicio è che con il nuovo assessore Filippi, che ha guidato Legambiente per dieci anni, le cose cambino». Un’apertura di credito che arriva anche da Sinistra Italiana: «La speranza che arrivi qualche risultato c’è - conclude De Pietri - anche se sappiamo che, stando all’interno di una giunta, non è che un assessore da solo faccia primavera…».

Luca Gardinale

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google