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«Sant’Agostino: i trucchi di Muzzarelli»

«Sant’Agostino: i trucchi di Muzzarelli»

Losavio all’attacco: «Nasconde il dissenso della Soprintendenza e la variante ha un altro percorso»

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«Il sindaco Muzzarelli sulla conferenza di servizi del Sant’Agostino ha compiuto un artificio per nascondere il persistente dissenso della Soprintendenza». Ai consiglieri comunali, al momento della approvazione della variante urbanistica per restaurare l’ex ospedale, sarebbero poi stati nascosti degli atti ufficiali importanti per la decisione presa dall’aula. Queste pesanti affermazioni arrivano da Italia Nostra Modena che, con una nota giuridicamente “densa” attribuibile al presidente dell’associazione di tutela l’ex giudice Giovanni Losavio, fa le pulci a quel che è accaduto di recente sul più importante progetto di riqualificazione del Polo della cultura.

«La variante urbanistica - scrive Italia Nostra - non può costituire l’oggetto di una autonoma determinazione dei soggetti chiamati alla conferenza, perché sul punto la soprintendenza/segreteria regionale non ha competenza e al riguardo non può darsi unanime consenso, quando l’assenso dell’ufficio di tutela può essere dato soltanto sul merito del progetto». Altro punto: «La conferenza di servizi dopo oltre otto mesi di impegno si è limitata a registrare il consenso della Provincia alla variante urbanistica proposta dal Comune, sulla quale non ha voce l’ufficio periferico del Ministero beni culturali. Un nulla di fatto coperto dall’artificio di una formale determinazione della conferenza e costituisce un espediente di comodo la formale registrazione dell’assenso di Comune, Provincia, Soprintendenza e Segreteria regionale sulla variante urbanistica. Svaluta il sindaco il dissenso di soprintendenza/segreteria regionale beni culturali mentre sono prescrizioni non certo di dettaglio esecutivo che esigono il rifacimento del progetto».

Infine Losavio rivela che alle riunioni avrebbe partecipato l’attuale numero uno del ministero, Carla di Francesco che un tempo era a capo del progetto modenese. Sul tema nei giorni scorsi il sindaco e presidente dell’ente provincia era stato chiaro: «Abbiamo dato la scossa e tracciato un chiaro percorso - ha spiegato Gian Carlo Muzzarelli - abbiamo cambiato il progetto iniziale e la vision, abbiamo ascoltato e coinvolto i principali istituti culturali cittadini e messo al centro un disegno culturale di valorizzazione delle nostre eccellenze e di forte innovazione. Dobbiamo evitare di ripartire ogni volta da capo. Abbiamo cambiato la procedura per rimediare alle contestazioni giuridiche con cui un pezzo largamente minoritario della città ha cercato e forse cercherò ancora di bloccare ogni investimento e cambiamento. La regia da fuori è stata portata all'interno del consiglio comunale». (s.l.)

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