Tentato omicidio: i due immigrati restano in carcere
CONCORDIA. Restano in carcere su disposizione del giudice che ne ha convalidato l’arresto per l’accusa di tentato omicidio Jawad Bengagdad e Barak, il cui cognome è sconosciuto. I due marocchini...
CONCORDIA. Restano in carcere su disposizione del giudice che ne ha convalidato l’arresto per l’accusa di tentato omicidio Jawad Bengagdad e Barak, il cui cognome è sconosciuto. I due marocchini 32enni, entrambi clandestini, sono accusati di aver accoltellato la sera del 6 aprile il senegalese 35enne Samba Ndaw, in un casolare di via Griffona, nelle campagne di Vallalta. A loro dire per una compravendita di elettrodomestici finita male, per i carabinieri per motivi di droga. Ndaw era stato arrestato il giorno seguente in ospedale, per rapine ed estorsioni aggravate e continuate commesse tra Venezia e Verona in passato. Tre arresti arrivati al culmine di due settimane di indagini serrate e capillari dei carabinieri del Nucleo operativo comandato dal luogotenente Franco Falchi assieme ai carabinieri di Concordia del luogotenente Armando Corsetti.
Chiave di volta un altro marocchino, Rachid Mahjoubi, che i militari hanno trovato nel casolare diventato una casa “abusiva” per lui, e teatro del tentato omicidio. Investigando su Mahjoubi sono spuntati quattro numeri di cellulare, due di Barak e due di Bengagdad. Questi ultimi intestati uno alla sorella 45enne residente a Concordia (da cui si è rifugiato il giorno successivo all’accoltellamento); e l’altro alla fidanzata italiana di 47 anni residente invece a Legnago. Monitorando i telefoni i carabinieri sono riusciti infine a risalire ad uno zio di Bengagdad che aveva messo a disposizione a lui e Barak una casa a Gorghetto. Non solo, perché la 47enne di Legnago ha inviato al fidanzato 300 euro per acquistare i biglietti del treno e raggiungerla, tramite un bonifico postale presso le poste di Bomporto. Ed è stato di ritorno dall’ufficio postale che i carabinieri hanno fermato in auto Bengagdad e lo zio e infine anche Barak che stava partendo per Modena: lo zio è stato denunciato per favoreggiamento personale e i due marocchini arrestati. Il senegalese 35enne era stato abbandonato lungo la strada dagli “amici” senegalesi in fuga che erano con lui .
Valentina Corsini
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