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I trattori invadono Cavezzo E c’è chi arriva da Trento

di Valentina Corsini
I trattori invadono Cavezzo E c’è chi arriva da Trento

Oltre 400 mezzi d’epoca e nuovi si sono ritrovati nel piazzale del palazzetto Tremila persone accolte in paese. Bambini in festa con la banda e i bersaglieri

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CAVEZZO. «Quest’anno abbiamo battuto tutti i record: 400 trattori e 3mila persone presenti tra il pubblico, 200 delle quali si sono fermate a pranzo. È una bella soddisfazione perché abbiamo lavorato tanto affinché tutto andasse bene e, a parte un po’ di pioggia nel pomeriggio, la manifestazione è riuscita alla grande». È contento Alessandro Ferri, uno dei membri storici del Gruppo Amatori Trattori d’Epoca di Cavezzo - presieduto da Federica Oliva e dal marito Gianni Cavicchioli - che insieme ad un nutrito gruppo di amici di cui fa parte anche il mitico Dario Guidotti (per tutti semplicemente “Briciola”) ha contribuito ad organizzare il 41° raduno trattoristico che si tiene ogni anno in paese il primo maggio, in collaborazione con Solidarmoto, la Polisportiva cavezzese e l’amministrazione comunale.

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Una giornata partita presto quella di martedì e culminata nel tardo pomeriggio quando sono stati premiati tutti i partecipanti, incluso un trattorista che è sceso nella Bassa da Trento, alla presenza del sindaco Lisa Luppi e delle autorità.

Dopo una sfilata in centro che ha preso il via intorno alle 8 e a cui hanno fatto seguito due tappe - prima a Motta dove è stata deposta una corona di fiori presso il Monumento ai Caduti e poi a Disvetro - il lungo corteo di mezzi antichi e moderni ha fatto il suo ingresso nel piazzale del Palazzetto dello Sport alle 10.30, accompagnato dalla Fanfara dei Bersaglieri “Valotti” proveniente da Orzinuovi (Brescia) e accolto dagli applausi.

Ed è così che le centinaia di trattori suddivisi per epoca - da quelli dei primi del secolo scorso a quelli potenti e tecnologici a marca Fiat, New Holland e John Deere targati ‘90 e 2000 - si sono posizionati ognuno al proprio posto, sotto lo sguardo attento e curioso tanto dei bambini in braccio a papà e mamma che degli immancabili “Umarells”.

Passeggiando all’indietro nel tempo - tra Landini del 1930, 1940 e 1950 - ecco un nostalgico del periodo. Lui è Giuseppe Bergonzini, trattorista 60enne di Medolla. «Sono un gran appassionato - racconta - lavoro in campagna per conto terzi e tra colleghi ci divertiamo a guidarli anche per diletto. Mi affascinano sempre quelli di una volta, però, e ne ho anche guidato uno: un vecchio Landini del 1940 identico a quello esposto qui».

Lo stesso fascino per il passato che ha contagiato infine i più piccoli che si sono divertiti a farsi fotografare a bordo dei mezzi mentre i Bersaglieri intonavano le note dell’Inno nazionale. Soddisfatto poi il parroco di Cavezzo, don Giancarlo Dallari, che ha benedetto tutti i trattori presenti come buon auspicio per il presente ed il futuro dell’agricoltura della Bassa.
 

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