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L’aereo “made in Pavullo” vuole volare nel futuro

di Daniele Montanari
L’aereo “made in Pavullo” vuole volare nel futuro

La Aerotec Innovation inizia il collaudo dell’ultraleggero più veloce al mondo In ottobre avvenne la trasvolata in Uruguay. Avanza il crowdfunding azionario

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PAVULLO. Il secondo aereo prodotto a Pavullo ha preso il volo. Domenica è iniziata la fase di collaudo per il Siren, l'altro modello di ultraleggero prodotto all'aeroporto dalla Aerotec Innovation, la start up dell'ingegnere italo-argentino Alberto Porto. È praticamente il modello “di seconda” dopo il Risen, l'ultraleggero più veloce al mondo (323 km/h) con cui lo stesso Porto nell'ottobre scorso ha compiuto la trasvolata dei record fino in Uruguay. Il profilo però è lo stesso, perché ne riprende al 100% l'avveniristico telaio in carbonio frutto dell'esperienza di Porto anche nel mondo della Fomula 1. Cambiano alcuni componenti: il carrello che qui diviene rigido (nel Risen è a scomparsa), i flap (o ipersostentatori: i dispositivi mobili connessi alle ali) che qui hanno un disegno semplificato (“split flap”) e l'elica che si presenta a passo fisso non richiedendo al pilota la regolazione di orientamento. Una macchina “semplificata” insomma, e che per questo va sul mercato con un prezzo base di circa 110mila euro (il Risen parte da quota 160mila), assicurando comunque una velocità massima di 280 km/h. Il primo esemplare assemblato a Pavullo (la componentistica è fabbricata a Cremella, Lecco, dopo l'acquisizione a dicembre della ditta locale Alisport da parte dell'Aerotec) servirà come veicolo dimostrativo, a disposizione dei clienti. Ed è il preambolo per il grande passo: l'Aerotec sogna di avviare a Pavullo la produzione almeno di una decina di esemplari all'anno (tra Risen e Siren), ma per fare il balzo ha bisogno di capitali. Li attende dall'innovativa campagna di crowdfunding avviata a febbraio su www.nextequity.it (ma linkata anche su www.aerotec-innovation.it) con l'obiettivo di catalizzare a giugno almeno 500mila euro (fino a un massimo di 3 milioni). Chiunque può aderirvi (soglia minima di 2.160 euro) diventando automaticamente socio con garanzia di “buy back” azionario. In due mesi la risposta è già stata importante: raccolti 182mila euro da 17 persone. C'è chi ha messo anche 80mila euro, gli altri somme molto più ridotte in quello che si profila come un “progetto di comunità”, aperto a tutti. «Se arrivano i capitali necessari, Pavullo avrà un'azienda che darà uno straordinario valore aggiunto al territorio» sottolinea il presidente dell'Aeroporto Roberto Gianaroli. Qui infatti si avvierebbe, in ampi spazi, una produzione industriale in-line con tutto l'assemblaggio, lasciando a Cremella solo la fabbricazione strutturale del carbonio.

«Pavullo mi ha accolto e ci terrei molto a restare qui con una fabbrica d'eccellenza – sottolinea Porto – ma le prospettive di industrializzazione dipendono dall'arrivo di capitali: se ci sono le risorse, in 2-3 anni decolliamo. Altrimenti tutto si sposta in là nel tempo».

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