Gazzetta di Modena

Modena

Parte una raccolta fondi per un hospice

Parte una raccolta fondi per un hospice

L’obiettivo? Offrire una struttura alternativa all’ospedale per malati terminali. Nel comitato anche l’ex sindaco Barbolini

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Quando l’ultima diagnosi è negativa e anche i medici buttano la spugna cosa rimane al malato terminale? È questo il dramma di migliaia malati e delle loro famiglie che si trovano di fronte a un responso medico che sembra una condanna, anche se è una malattia ad aver decretato la durata degli ultimi giorni .

Qualche scampolo di assistenza domiciliare con la man o pubblica o i volontari di qualche associazione, non ben visti a Modena, negli ultimi anni, dalle autorità sanitarie. Oppure il pellegrinaggio del dolore tra una casa diventata ospedale e un ospedale che non può mai essere come una casa.

Ora però la Regione spinge sulla costruzione d egli “hospice”, una sorta di ambiente protetto per m alati terminali, con locali che hanno l’autonomia di un residence e in cui sono possibili tutte le cure per tenere sotto controllo il dolore e garantire con attrezzature speciali il massimo di autonomia per i pazienti e i loro congiunti. In Emilia Romagna come nel resto d’Italia ce ne sono alcuni, ma sono sempre molto pochi rispetto alle necessità di chi deve fare i conti con gli ultimi passi di malattia incurabile ed è per questo che è nato un comitato modenese che ha per obbiettivo la raccolta fondi per costruirne uno anche in città. Il Comitato Hospice Modena Onlus con sede in via Vignolese 628.

«L'hospice territoriale - dicono i promotori - è una struttura residenziale caratterizzata da un modello assistenziale a bassa tecnologia ed ad alta umanità, per garantire valore e dignità alla vita delle persone anche nelle fasi più difficili della malattia e di prognosi infausta. Migliaia di persone in Italia sono colpite da malattie oncologiche, gravi patologie degenerative, cardiologiche, ecc che causano grande sofferenza e poi morte e nelle nazioni sviluppate come la nostra la prevalenza di queste malattie cresce con l’aumento dell’invecchiamento della popolazione. Gran parte della sfida futura della buona sanità passa dalla capacità di occuparsi della qualità di vita di una popolazione che invecchia sempre più e con patologie croniche degenerative. Nell’hospice che vogliamo realizzare ci ispiriamo a valori di solidarietà, uguaglianza e libertà dal dolore globale, sensibilizzando e coinvolgendo i cittadini».

Promotori dell’iniziativa sono l’ex sindaco Giuliano Barbolini, Giuliana Bulgarelli, Giancarlo Campana, Daniele Dini, Paola Ferrari, Gabriele Luppi, Anna Maria Mucciarini, Marinella Nasi, Gianni Ricci, Francesco Sala, Giuliana Urbelli.

«Negli ultimi anni - continuano i promotori del comitato - si è assistito ad interventi significativi sul territorio italiano e in regione Emilia Romagna per la realizzazione, promozione e sostegno di Hospice di tipo privato, pubblico, in sussidiarietà con le istituzioni, o in convenzione con le unità sanitarie dei territori. Gran parte della sfida futura della buona sanità passa dalla capacità di occuparsi della qualità di vita di una popolazione che invecchia sempre più e con patologie croniche degenerative. La legge 38 del 2010 recentemente approvata, che sancisce il diritto alle Cure Palliative e alla terapia del dolore, conferma l’importanza di un grande impegno. Gli indirizzi regionali vanno esattamente nella direzione di un potenziamento di posti di hospice territoriali. La programmazione sanitaria della provincia di Modena, dettagliata nel Piano Attuativo Locale, prevede la necessità di realizzare Hospice territoriali ».

«Quello che vorremmo – spiega Marinella Nasi, una delle promotrici del Comitato – è un luogo confortevole, accogliente, bello dove il malato possa sentirsi a casa, in un ambiente protetto, libero di ricevere le visite dei propri cari a qualsiasi ora, dei propri animali e circondarsi delle cose che desidera, che ama, aiutato a superare la paura del dolore, della solitudine della malattia e dell’abbandono».



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