Sfilata dei trattori con i sindacati
Vignola. La sicurezza sul lavoro al centro delle celebrazioni del Primo Maggio
VIGNOLA. Un grande corteo si è riversato per le strade di Vignola il primo maggio in occasione della festa dei lavoratori. Dopo il raduno dei mezzi agricoli nel piazzale di Via Ballestri che, come racconta Maurizio Sernesi della Cgil, è «una tradizione nata in quasi tutti i comuni dal dopoguerra», è cominciato il corteo che ha portato fino all’ex mercato ortofrutticolo. In testa alla sfilata ventisei musicisti della banda di Marano, seguiti dai gruppi di Cgil, Cisl e Uil ed infine dai lavoratori con i trattori. A garantire la sicurezza e il blocco del traffico la polizia municipale e i carabinieri. Sul palco presenti i sindaci dell’Unione Terre di Castelli, in prima linea per il discorso sul tema “Sicurezza: il cuore del lavoro”. Il comizio è stato aperto dal coordinatore territoriale Fistel Cisl Emilia Centrale e referente di Modena Edmund Agbettor: «Non vogliamo che la gente vada a lavorare e non torni più a casa, che resti ferita o infortunata. Negli ultimi tre anni sono morte sul posto di lavoro più di tremila persone. È e vogliamo dare un’inversione a questa tendenza». Agbettor ha poi lasciato la parola ad Anna Paragliola, coordinatrice della Cgil di Vignola: «Il senso di queste piazze e del 1° maggio è più vivo che mai; senza slogan e senza retorica il Paese ha bisogno di discussione collettiva sul lavoro. Vogliamo che si discuta del lavoro che non c’è, una mancanza che costringe troppo spesso i giovani a lasciare il proprio Paese; del lavoro come necessità, come bisogno di affermazione della propria individualità, del lavoro come emancipazione, del lavoro che troppe volte, quando c’è, viene svalutato, dequalificato; le cui protezioni sono considerate inutili se non dannose”. Paragliola ha poi continuato affermando che «non ci si può ammalare per il lavoro, non si può pensare che il lavoro diventi un privilegio e che quindi l’importante è lavorare, non si può pensare che la crescita e la ripresa siano trainate dal lavoro non tutelato, non si può pensare che la sicurezza sia considerata un costo, perché la crescita senza lavoro dignitoso e sicuro non esiste».
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