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Carpi, Brezigar: «È una madre distrutta da una disgrazia»

di Carlo Gregori e Serena Arbizzi
Carpi, Brezigar: «È una madre distrutta da una disgrazia»

Carpi. L’avvocato: «Per conoscere le cause della morte di Nicolas servono trenta giorni» Spunta un messaggio inviato al padre del bambino nelle ore della tragedia

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CARPI L’autopsia di Nicolas è terminata l’altra sera. La Medicina legale di Modena, in presenza dei consulenti medico-legali nominati dalla Procura e da Anna Beltrami, madre del bimbo di 4 anni morto soffocato, hanno preso atto di quanto è stato fatto. Ma per ora non emerge nulla di clamoroso che possa dare un chiarimento su cosa è accaduto nel prato a Limidi dove il piccolo Nicolas giocava. Solo l’analisi di laboratorio e le valutazioni dei medici potranno produrre un referto chiaro. Lo conferma l’avvocato Luca Brezigar, difensore della madre insieme a Francesco Varvaro, che ripete di sapere ancora pochissimo della vicenda: ha incontrato la madre, ma novità pare che non siano ancora emerse.

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AUTOPSIA «Sull’esito dell’autopsia non so ancora niente. I medici legali si sono presi 30 giorni. Sarà una relazione difficile perché, diversamente da altre indagini, in questo caso ricostruire la situazione diventa quasi impossibile». Anche dal semplice esame esterno del corpo di quattro anni, non si è arrivati a un chiarimento sulla morte legata al giocattolo che, come ha raccontato la madre, il piccolo aveva in bocca. Ribadisce Brezigar: «Ci penseranno i tecnici. Ci sono indagini in corso. È presto».

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E la madre come vive queste ore terribili, soprattutto dopo l’accusa di omicidio? «È una persona che soffre moltissimo - spiega il difensore - si può immaginare: è la più atroce sofferenza perdere un figlio piccolo e in questo modo. E fino a prova contraria lei è la madre di un bambino morto per una disgrazia». Se sulla morte per soffocamento non ci sono dubbi, è la causa del soffocamento che diventa centrale: è stato lo stesso Nicolas a spingere in bocca il gioco restando asfissiato? Il caso si presenta difficile. Soprattutto dopo le discussioni da talk show televisivo che hanno portato a quello che l’avvocato ha definito un «processo sommario in uno studio tv». «C’è un atto dovuto da parte della Procura con un’ipotesi di omicidio verso la madre che ora è indagata, è vero, ma non si conoscono le cause del decesso e non ci sono testimoni».

LE INDAGINI E aggiunge: «Ha fatto bene il procuratore Lucia Musti ad aprire un fascicolo. Indagare la madre permette di monitorare a 360 gradi la situazione. Ma resta un atto dovuto. L’avviso di garanzia non è un processo, è un procedimento». Spunta, inoltre, un nuovo dettaglio sul fronte investigativo che arricchisce il quadro a disposizione degli inquirenti per fare chiarezza sul caso che presenta ancora numerosi interrogativi. Quel tragico lunedì pomeriggio, negli istanti in cui la madre era con il piccolo nel parco di Limidi, dal telefono di Anna sarebbe partito un sms indirizzato al padre di Nicolas, con il quale la relazione si era interrotta da qualche mese . Con il padre del bambino, uno slovacco che lavora in Svizzera, secondo le ricostruzioni che si stanno susseguendo minuziosamente in queste ore, i rapporti non venivano tenuti con frequenza assidua prima della tragedia. Con il messaggio la madre avrebbe comunicato al padre del bambino che i due si trovavano insieme al parco. Gli avrebbe anche rivelato che cosa stavano facendo in quel momento. Un dettaglio, questo, che potrà rivelare il proprio significato solo se inserito in un contesto molto più ampio. Sarà oggetto di una verifica per dargli una datazione precisa e capire se un qualche peso in questa vicenda. È emerso, inoltre, che l’altro giorno il padre e la madre di Nicolas hanno chiamato i carabinieri per mandare via una troupe televisiva che stazionava nel loro ingresso di casa in modo molesto.

Il funerale del bambino non è ancora stato fissato.
 

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